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L’Avvocato del Martedì_ DIRITTO PREVIDENZIALE: COME OTTENERE LA PENSIONE DI INVALIDITA’ CIVILE

L'avvocato del martedì
             Avvocato Francesca Paola Quartararo

(di F. P. QUARTARARO) Eccoci, al nostro appuntamento settimanale con L’AVVOCATO DEL MARTEDI’.

Cos’è la pensione di invalidità civile?

Secondo l’Inps, la pensione di invalidità civile, è una prestazione economica da esso erogata che consiste in un assegno mensile a beneficio dei cittadini che ne fanno richiesta tramite domanda, i quali sono affetti da patologie congenite o acquisite. Altresì è necessario, inoltre, che tali minorazioni comportino una riduzione permanente della capacità lavorativa in misura non inferiore ad un terzo o, nel caso di soggetti minorenni, che abbiamo permanenti difficoltà nello svolgere i compiti e le funzioni della loro età.

Quali sono i requisiti per la pensione di invalidità?

Per ottenere la pensione di invalidità sono necessari:

  • Accertamenti Sanitari: la malattia invalidante di cui è affetta la persona deve rientrare nelle fattispecie individuate dalla legge e la percentuale di invalidità riconosciuta dalla Commissione Sanitaria ASL deve essere tra il 74% e 100%;
  • Età anagrafica: il riconoscimento dell’assegno di invalidità è riconosciuto dai 18 e 65 anni, poiché i minori e gli ultra sessantacinquenni vi sono altri tipi di prestazioni specifiche;
  • Accertamento Reddito: il reddito personale non deve superare la soglia di € 16.532,10 lordi annui.

Dunque, per poter beneficiare delle provvidenze economiche previste dalla normativa vigente è necessario che venga effettuato, in sede amministrativa, l’accertamento dello stato di invalidità con la determinazione della relativa misura da parte della Commissione medica all’uopo preposta: si tratta del c.d. presupposto medico-legale.

L’invalidità che dà diritto alle prestazioni assistenziali deve essere determinata da patologie – non soltanto fisiche ma anche esclusivamente psichiche e sensoriali – tanto congenite quanto sopravvenute nel corso della vita – che siano tali da comportare un danno funzionale ed una conseguente riduzione permanente della c.d. capacità lavorativa generica (art. 2, comma 2 – L.n.118/1971).  

Vi sono altre misure in favore degli invalidi?

I soggetti affetti da invalidità civile compresa tra 74% ed il 99% hanno diritto altre misure quali:

  • Assegno mensile di assistenza: invalidi civili almeno 74% età tra 18 e 65 anni, nessuna attività lavorativa, reddito inferiore a € 4.800,38;
  • Pensione di inabilità: invalidi civili al 100%, età tra i 18 e 65 anni, nessuna attività lavorativa, reddito inferiore a € 16.532,10;
  • Indennità di accompagnamento: invalidità civile al 100% con incapacità di deambulare o che necessitano di assistenza continua e che non siano ricoverati presso un presidio ospedaliero;
  • Indennità mensile di frequenza: minori di 18 anni con difficoltà preesistenti a svolgere le funzioni proprie dell’età, reddito annuo inferiore a € 4.800,38;
  • Assegno sociale: invalidi civili, titolari di persone di inabilità o assegno mensile, dopo il compimento del 65esimo anno di età.

Se la domanda di pensione di invalidità viene rigetta dall’INPS? Cosa fare?

Preliminarmente il soggetto interessato viene convocato presso la sede INPS di residenza e quindi sottoposto a visita da parte di un medico INPS il quale acquisisce la documentazione specialistica che viene prodotta ed esprime un giudizio.

In tal caso possono verificarsi tre ipotesi:

  1. la domanda viene accolta, in tal caso viene concessa la pensione di invalidità;
  2. la domanda viene rigettata: è possibile ricorrere presso il Comitato Provinciale entro 90 giorni dalla comunicazione di diniego;
  3. se il ricorso viene rigettato dal Comitato Provinciale, è possibile un azione legale innanzi al Giudice del lavoro per il riconoscimento del negato beneficio.

Con la pensione di invalidità sussistono delle incompatibilità?

Hanno diritto all’assegno mensile di assistenza gli invalidi civili a cui è stata riconosciuta una percentuale di invalidità pari o superiore al 74% fino al 99%:

L’assegno mensile è incompatibile con:

  • le pensioni dirette di invalidità erogate a qualsiasi titolo dall’assicurazione generale obbligatoria per la invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori (INPS) e, da altri enti, ai lavoratori dipendenti e autonomi;
  • pensione di invaldità per causa di guerra, lavoro (INAIL) o di servizio;
  • rendita INAIL;
  • indennità di accompagnamento INAIL, INPS ed altri Enti;

Nel caso di incompatibilità con altre provvidenze economiche, è possibile operare una scelta fra le diverse provvidenze economiche opzionabili: è infatti data facoltà all’interessato di optare per il trattamento economico più favorevole. La facoltà di opzione deve essere esercitata entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento del trattamento pensionistico incompatibile (D.M. 553/92).

Solo nel caso di pluriminorazioni, l’assegno è cumulabile con:

  • la pensione dei ciechi assoluti;
  • l’indennità di accompagnamento per ciechi assoluti;
  • la pensione dei ciechi parziali;
  • l’indennità speciale per ciechi parziali;
  • la pensione dei sordi civili;
  • indennità di comunicazione per sordi civili;

 

Se hai qualche dubbio o perplessità sulla questione, l’Avvocato Francesca Paola Quartararo, sarà pronta a risponderVi,  scriveteci nella sezione contatti del sito web: www.avvocatoquartararo.eu

 

 

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