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L’Avvocato del Martedì_ DIRITTO DI FAMIGLIA: RIPARTIZIONE SPESE STRAORDINARIE PER IL MANTENIMENTO DEI FIGLI

L'avvocato del martedì
            Avvocato Francesca Paola Quartararo

(di F. P. QUARTARARO) Eccoci, al nostro appuntamento settimanale con L’AVVOCATO DEL MARTEDI’.

In materia di separazione e/o divorzio, il mantenimento a carico dei coniugi nei confronti della prole è obbligatorio sia per le spese ordinarie sia per le spese straordinarie e, come tale vanno ripartite tra loro.

Quali sono le differenze tra spese ordinarie e spese straordinarie?

Le spese ordinarie sono quelle “prevedibili” e rientrano nell’importo dell’assegno di mantenimento, esse sono, per esempio, le spese relative agli acquisti scolastici come libri di testo, materiale di cancelleria, quote di iscrizione a gite scolastiche, abbigliamento per fare sport. Di converso le spese straordinarie sono quelle riguardanti eventuali eccezionali della vita dei figli, con particolare riguardi alla loro salute e che, quindi, abbiano tutte le caratteristiche dell’imprevedibilità e della imponderabilità. Ad esempio, sono straordinarie le spese per un accertamento diagnostico, un intervento chirurgico, un apparecchio ortodontico, per le lezioni private, occhiali da vista ecc…

La legge non elenca né distingue con precisione le spese attinenti al soddisfacimento dei bisogni della prole, tra “spese straordinarie” e “spese ordinarie”, dunque, il Giudice che deve individuare, per quanto possibile in modo analitico e dettagliate nel caso in cui sorgano contrasti tra i genitori, quali spese vadano considerate nell’una o nell’altra categoria. Li dove, infatti, si parli di “spese ordinarie” il genitore non collocatario (non affidatario) della prole vi contribuisce già attraverso il mantenimento diretto ossia con l’assegno periodico disposto a suo carico; ma tale inglobamento non vale invece per le “spese straordinarie”.

Come vengono ripartite le spese straordinarie?

A norma del nuovo art. 337 ter c.c. (introdotto con d.lgs. n. 154/2013) sia nell’adozione dell’affido condiviso quanto in quello esclusivo è il giudice a fissare per le spese ordinarie “la misura ed il modo con cui ciascun genitore deve contribuire al mantenimento, alla cura, all’istruzione e all’educazione dei figli” sulla base del principio di proporzionalità. Sulla ripartizione delle spese straordinarie, invece, sussiste l’obbligo di corrispondere un assegno periodico a titolo di contribuzione al mantenimento della prole, una percentuale variabile per far fronte all’entità degli esborsi di carattere straordinarie, ma non sono mancati casi in cui la giurisprudenza abbia ritenuto più rispondente alle esigenze di tutela della prole l’addebito degli oneri complessivi ad uno solo dei coniugi (Cass. n. 18242/2007). Sulla base del principio codici stico le decisioni di “maggiore interesse” per i figli debbano essere assunte di comune accordo tra i genitori, uno dei criteri fondamentali seguiti dalla giurisprudenza di spese straordinarie è la preventiva concertazione tra i coniugi, col fine ulteriore di evitare i conflitti nascenti di fronte alle richieste di rimborso sostenute da uno dei due per gli esborsi non decisi concordemente, ma in materia unilaterale. Inoltre, le spese straordinarie, inerenti le questioni di maggiore interesse per i figli, il coniuge che ne chiede il rimborso, al fine dell’accoglimento della domanda, ha l’onere di fornire la prova di aver provveduto a consultare preventivamente l’altro, poiché l’assenza di qualsivoglia consultazione, esclude il rimborso.

Cosa succede se l’ex non versa le spese straordinarie?

Spesso accade che, il genitore obbligato a partecipare nella misura del 50% alle spese straordinarie si rifiuti di pagarle. In tale ipotesi, l’orientamento giurisprudenziale maggioritario (Cass. n. 11316/2011) per il recupero delle spese straordinarie è possibile agire sulla base del verbale presidenziale di separazione, anche provvisorio e, redigere un atto di precetto da notificare al genitore inadempiente, cosicché già titolo esecutivo è efficace per procedere al pignoramento.

Cosa succede, quando uno dei due genitori è privo di mezzi economici necessari per far fronte al 50% delle spese straordinarie in favore dei figli?

Nel caso in cui uno dei genitori versi in stato di bisogno e, pertanto, non può pagare le spese straordinarie di mantenimento in favore dei figli, la cassazione civile con ordinanza del 21273/2013 ha stabilito che “sussiste un obbligo a carico di entrambi i genitori, che svolgono un attività lavorativa produttiva di reddito, di contribuire al soddisfacimento dei bisogni dei figli minori, in proporzione alle proprie disponibilità economiche”.  Sulla base di tale criterio il giudice può disporre ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico, al fine di realizzare tale principio di proporzionalità e, nel determinare l’importo dell’assegno per il minore, deve considerare le attuali esigenze del figlio, che si concretizzano in bisogni, abitudini, prospettive di vita economico-sociali in cui si colloca la figura del genitore. Ragion per cui la notevole disparità economica esistente tra i genitori, legittima il giudice ad aumentare la somma periodica a carico del genitore benestante.

Ad ogni modo le diverse condizioni economiche dei genitori devono essere valutate singolarmente caso per caso, quindi se hai qualche dubbio o perplessità sulla questione, l’Avvocato Francesca Paola Quartararo, sarà pronta a risponderVi,  scriveteci nella sezione contatti del sito www.avvocatoquartararo.eu

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