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L’Avvocato del Martedì_ DIRITTO DI FAMIGLIA: ADDEBITO DELLA SEPARAZIONE

L'avvocato del martedì
            Avvocato Francesca Paola Quartararo

(di F. P. QUARTARARO) Eccoci, al nostro appuntamento settimanale con L’AVVOCATO DEL MARTEDI’.

Quali sono le principali differenze tra separazione e divorzio?

La separazione non pone fine al rapporto matrimoniale ma sospende solamente gli effetti del matrimonio prima del divorzio o nell’attesa di una riconciliazione tra i coniugi. Pertanto, con la separazione si mantiene ugualmente lo status di “coniuge” ma vengono alcuni obblighi derivanti dal matrimonio, come quello della coabitazione sotto lo stesso tetto coniugale, quello della fedeltà e di collaborazione e assistenza morale reciproca. Diversamente con il  divorzio cessano tutti gli effetti civili dello stesso, sia sul piano personale che patrimoniale definitivamente.

Quando può essere pronunciata la sentenza di separazione con addebito?

Ai fini di una pronuncia di separazione (giudiziale) è necessaria la presenza del dato oggettivo dell’intollerabilità della prosecuzione del rapporto ovverosia uno dei due coniugi ha la facoltà di chiedere al giudice di accertare che la cristi è stata determinata dal comportamento dell’atro. Nel caso in cui l’autorità giudiziaria confermi la rottura dell’unione coniugale dipesa, appunto, dalla violazione da parte di una sola delle parti, dei doveri disciplinati dall’art. 143 c.c., ove sussista specifica richiesta in tal senso, il Giudice potrà pronunciare una sentenza di separazione con addebito.

Quali sono i presupposti?

  • Infedeltà: in presenza di una relazione extra-coniugale, l’addebito può essere pronunciato solo in ipotesi di adulterio conclamato, come ad esempio, il caso del marito che si vanti di avere un’amante innanzi gli amici della famiglia (Cass. n. 21245/2010):
  • Mancanza di rapporti affettivi e intesa sessuale: quando si afferma che “il persistente rifiuto di intrattenere rapporti affettivi e sessuali con il coniuge, poiché provando oggettivamente frustrazione e disagio e, non di rado, irreversibili danni sul piano dell’equilibrio psicofisico costituisce gravissima offesa alla dignità e alla personalità del partner, configura ed integra violazione dell’inderogabile dovere di assistenza morale (Cass. n. 6276/2005);
  • Maltrattamenti, violenza fisica e psichica: l’evidente gravità dei comportamenti violenti e dei maltrattamenti, che non possono mai ritenersi giustificati neppure se provocati dall’altro coniuge. In particolare l’addebito può essere pronunciato quanto risulta provato un solo episodio di percosse, “trattandosi di comportamenti idoneo comunque a sconvolgere definitivamente l’equilibrio relazionale della coppia, poiché lesivo della pari dignità di ogni persona (Cass. 817/2011);
  • Figli: l’incapacità di procreare giustifica l’addebito in capo al coniuge sterile o impotente in quanto costituisce lesione del diritto fondamentale dell’altro coniuge di realizzarsi nella famiglia e nella società come genitore (Cass. n. 6679/2009);
  • Abbandono del tetto coniugale: il coniuge che abbandona la residenza familiare senza il consenso dell’altro coniuge e rifiuti di farvi ritorno pone in essere un comportamento contrario ai doveri matrimoniali. Tuttavia, tale condotta non costituisce causa di addebito in presenza di giusta causa come, ad esempio, la mancanza di una appagante e serena intesa sessuale (Cass. n. 8773/2012).

L’abuso di alcool da parte di un coniuge può essere può essere causa di addebito?

Dipende dal caso specifico, infatti, in alcuni casi il giudice si è pronunciato addebitando la separazione al coniuge che faceva abuso di sostanze alcoliche in quanto questo aveva portato a comportamenti contrari ai doveri del matrimonio (non era più in gradi di collaborare nell’interesse della famiglia) ed era stata la causa della sopraggiunta intollerabilità dell’ulteriore convivenza tra marito e moglie.

L’addebito della separazione fa scattare il risarcimento del danno?

Il  mancato rispetto dei doveri coniugali comporta conseguenze anche sul piano risarcitorio cosi come segnato dalla sentenza n. 9801/2005 della Cassazione, con la quale si è invece stabilito che “il rispetto della dignità e della personalità, nella sua interezza, di ogni componente del nucleo familiare assume il connotato di un diritto inviolabile, la cui lesione da parte di altro componente della famiglia costituisce il presupposto logico della responsabilità civile”. Cosi come confermato dalla successiva sentenza n. 11853/2011 il quale ha sancito che “i doveri che derivano ai coniugi dal matrimonio hanno natura giuridica e la loro violazione non trova necessariamente sanziona solo nella misura tipiche previste dal diritto di famiglia, quale l’addebito della separazione, discendendo dalla natura giuridica degli obblighi suddetti che la relativa violazione, ove cagioni la lesione di diritti costituzionalmente protetto, possa integralmente gli estremi dell’illecito civile e dare luogo a un’autonoma azione volta al risarcimento dei danno non patrimoniale ai sensi dell’art. 2059 c.c. senza che la mancanza di pronuncia di addebito in sede di separazione sia a questi preclusiva”. Dunque, l’inadempimento dei doveri coniugali da luogo ad addebito della separazione, in capo al coniuge che lo abbia posto in essere possa di conseguenza riconoscersi una responsabilità risarcitoria.

Quali sono le conseguenze dell’addebito?

Le conseguenze dell’addebito della separazione sono di carattere patrimoniale, ovverosia il coniuge a cui è stata addebitata la separazione perde infatti il diritto a ricevere un eventuale assegno di mantenimento conservando però il diritto agli alimenti. Il coniuge a cui è stata addebitata la colpa della separazione potrà percepire solamente somme di denaro (di natura alimentare) qualora ricorrano i presupposti, dunque, si trovi in uno stato di bisogno. Di converso non avrà diritto all’assegno di mantenimento che ha una funzione più ampia rispetto all’assegno alimentare, essendo diretto a garantire all’ex coniuge un tenore di vita simile a quello tenuto in costanza di matrimonio.

Se hai qualche dubbio o perplessità sulla questione, l’Avvocato Francesca Paola Quartararo, sarà pronta a risponderVi,  scriveteci nella sezione contatti del sito web: www.avvocatoquartararo.eu

 

 

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