Primo Piano

L’Avvocato del Martedì_ DIRITTO DI FAMIGLIA: COPPIE DI FATTO – QUALI I LORO DIRITTI.

  Avvocato Francesca Paola Quartararo

(di Francesca Paola Quartararo) Le famiglie di fatto e/o coppie di fatto non hanno nessun riconoscimento giuridico, pertanto, poter godere dei privilegi delle coppie unite in matrimonio, necessita formalizzare il leale affettivo divenendo “conviventi di fatto”.

Come si formalizza la convivenza?

Per formalizzare il rapporto di convivenza necessità effettuare un dichiarazione all’anagrafe del Comune di residenza di entrambi i conviventi. Il riconoscimento della coppia di fatto come convivenza genera in capo alle persone interessate una serie di diritti espressamente disposti dalla legge n. 76 del 2016 nota come Legge Cirinnà. Secondo la legge, il riconoscimento della convivenza legalmente riconosciuta necessita:

–  dell’esistenza di uno stabile vincolo effettivo di coppia, caratterizzato da un’effettiva assistenza reciproca;

  • dall’assenza di rapporto di parentela e di un precedente vincolo ufficiale.

Quali sono i diritti riconosciuti alle coppie di fatto?

a) La facoltà, spettante a ciascun convivente di designare l’altro quale suo rappresentante con pieni poteri o limitati, in caso di malattia, morte;

b) In caso di morte del proprietario dell’abitazione comune, il convivente superstite può continuare ad abitare nella stessa per due anni e non oltre i cinque anni;

c) Diritto al risarcimento del danno spettante al superstite, in caso di decesso del convivente di fatto derivante da fatto illecito di un terzo;

d) Il diritto del convivente di partecipare alla gestione e agli utili dell’impresa familiare del partner, nonché di beni acquisiti con questi ultimi e agli incrementi all’azienda, in proporzione al lavoro prestato, salvo l’esistenza di un rapporto di società o di lavoro subordinato.

f) Il diritto del convivente di ricevente dall’altro gli alimenti, qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento.

Cosa sono i contratti di convivenza?

I conviventi possono qualora lo volessero, stipulare un contratto di convivenza che non può essere stipulato a termine o condizione e che va necessariamente in forma scritta, a pena di nullità, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autentica da un notaio o da un avvocato che ne attesti la conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico. Al termine della convivenza il contratto, ognuna delle parti può chiedere la risoluzione del contratto, con recesso unilaterale tra i conviventi.

Se uno dei conviventi muore, il convivente superstite può essere chiamato l’eredità?

Assolutamente no, l’instaurazione di una convivenza di fatto, non permette alla coppia di fatto, di ottenere il diritto di succtiessione, che non possono neanche essere inseriti nel contratto di convivenza. L’unico modo per nominare erede il proprio compagno di vita è quello di fare un testamento, avendo cura di non ledere la quota di legittima dei parenti.

 

Scrivete nella sezione contatti del sito www.avvocatoquartararo.eu per qualsiasi dubbio o perplessità, l’Avv. Francesca Paola Quartararo sarà pronta a risponderVi.

 

 

 

Tags
Moltra altro

Francesca Paola Quartararo

Avvocato Francesca Paola Quartararo

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.