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L’Avvocato del Martedì_ DIRITTI REALI: QUANDO SI PUO’ DICHIARARE LA PRESUNZIONE DI COMUNIONE DEL MURO DIVISORIO?

       Avv. Francesca Paola Quartararo

(di F. P. QUARTARARO)  La rubrica settimanale “L’avvocato del Martedì”.

L’art. 880 c.c. rubricato – presunzione di comunione del muro divisorio – recita: “il muro che serve di divisione tra edifici si presume comune fino alla sua sommità e, in caso di altezze ineguali, fino al punto in cui uno degli edifici comincia ad essere più alto. Si presume parimenti comune il muro che serve di divisione tra cortili, giardini e orti o tra recinti nei campi”.

I muri costruiti al fine di delimitare i confini tra due proprietà (la cui costruzione spesso e volentieri risale ad anni or sono) hanno la funzione di limitare le diverse proprietà, individuando i confini tra le stesse, ma possono avere anche una funzione – accessoria – di impedire nel proprio fondo.

Pertanto, una volata costruito il muro possono sorgere diverse problematiche relative alla struttura, come ad esempio:

  • la manutenzione del muro “presunto comune”;
  • uno dei due proprietari ha interesse ad alzare il muro;
  • può sorgere il problematiche relative alle infiltrazioni di acqua. 

In tali casi ci si chiede a chi competono le spese per affrontare il ripristino della situazione solamente al proprietario che ha interesse a recuperare la stortura dell’opera oppure ad entrambi i proprietari in virtù della presunzione del muro comune?

La prima cosa da fare in questo caso, individuare il proprietario e/o i proprietari del muro e se, tale muro sia di proprietà esclusiva; successivamente occorre distinguere la particolarità del muro, se si tratta di muri di fondi agricoli o muri di edifici ed infine, stabilire se esiste una presunzione di muro di confine. Dopo aver individuato il proprietario del muro si risolvono le questioni su innanzi descritte. Se il muro è di proprietà esclusiva la manutenzione spetterà solo al proprietario, mentre se il muro è comune ai due confinanti la manutenzione spetterà ad entrambi. Difatti, in quest’ultimo caso, si tratta una presunzione di comunione “iuris tantum”, ossia di presunzione che può trovare smentita solamente se presente nel contenuto degli atti di acquisto. In sostanza se l’atto non dice nulla ed il muro è posizionato sul confine tra le due proprietà esso dovrà considerarsi in proprietà comune.

Il proprietario di un muro comune può esimersi dall’obbligo di contribuire nelle spese di riparazione e ricostruzione, rinunciando al diritto di comunione?

Il comproprietario del muro di confine potrebbe esimersi dall’obbligo di contribuire nelle spese di riparazione e ricostruzione, purché il muro comune non sostenga un edificio di sua spettanza. La rinuncia non libera il rinunciante dall’obbligo delle riparazioni e ricostruzioni a cui abbia dato causa col fatto proprio. Difatti, il codice civile disciplina l’ipotesi ai sensi dell’art. 874 e 875 in cui uno dei confinanti abbia interesse a far diventare comune il muro di proprietà esclusiva, in questo caso il nostro legislatore attribuisce il diritto di acquistare la comproprietà del muro pagando il valore del muro e del terreno sul quale lo stesso si è costruito.

La Cassazione con sent. n. 9532/2014 ha confermato il principio secondo cui: “un muro comune (al confine) ex art. 880 c.c. può essere alzato a spese di uno dei due proprietari, il quale acquista la proprietà esclusiva della parte del muro sopraelevato, ma l’altro proprietario ha il diritto di chiedere comproprietà della sopraelevazione pagano le spese di cui all’art. 885 c.c. L’art. 885 c.c. è un eccezione al principio accessione ex art. 934 c.c.”

Per qualsiasi informazione sull’argomento trattato e/o su un parere non esitare a contattare inviando una email: fp.quartararo@gmail.com oppure consultate il sito web: www.avvocatoquartararo.eu

 

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