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L’Avvocato del Martedì_ CREDITO ALIMENTARE: CONSEGUENZE GIURIDICHE DEL MANCATO PAGAMENTO DELL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO.

Avvocato Francesca Paola QUARTARARO                                                        AVVOCATO FRANCESCA PAOLA QUARTARARO

Eccoci, al nostro appuntamento settimanale con L’AVVOCATO DEL MARTEDI’.

Cosa sono i crediti alimentari?

Secondo il nostro codice civile, gli alimenti sono le prestazioni di assistenza materiale dovute per legge alla persona che si trovi in stato di bisogno economico anche se per propria colpa (artt. 433 e segg. c.c.) L’obbligo di corrispondere gli alimenti rientra tra gli obblighi di solidarietà familiare.

Quali sono le conseguenze CIVILI e PENALI del mancato pagamento dell’assegno di mantenimento?

L’ordinamento giuridico offre diversi strumenti coercitivi agli aventi diritto nei confronti del coniuge che si sottrae agli obblighi di mantenimento dei figli e dell’altro coniuge fissati a seguito di separazione o divorzio. La fonte di tali obblighi si rinviene, nell’art. 337-ter c.c. (novellato dal D.lgs. n. 154/2013) che ribadisce l’inderogabile dovere, sancito dalla Costituzione, di mantenimento, cura, educazione, istruzione e assistenza dei genitori nei confronti della prole, affidando al giudice il compito di fissare “la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire” e nell’art. 156 c.c., il quale prevede che: “il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall’altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri“, determinando anche in relazione alle circostanze e ai redditi dell’obbligato, l’entità di tale somministrazione.

L’inadempimento dell’obbligo del mantenimento rileva sia in sede penale, con le apposite conseguenze previste dall’art. 570 c.p., che in sede civile, attraverso le tutele apprestate al coniuge e ai figli aventi diritto al pagamento dell’assegno, dalle disposizioni generali in materia di esecuzione e dai rimedi approntati ad hoc dall’art. 156 c.c.

  • CONSEGUENZE CIVILI

Il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento rileva un illecito civile, le seguenti tutele specifiche sono previste dall’art. 156 c.c.

  • Ordine di pagamento diretto;
  • Sequestro conservativo sui beni del coniuge debitore;
  • Decreto ingiuntivo ed il pignoramento degli eventuali immobili che saranno venditi all’asta;
  • Decreto ingiuntivo ed il pignoramento presso terzi delle somme dovute (ad esempio pignorare una parte dello stipendio).
  • CONSEGUENZA PENALI
  • L’inadempimento costituisce, altresì, reato penale, entro i limiti fissati dall’ 570 c.p., modificato dal D. Lgs. n. 154/2013, che sanziona chiunque “si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale o alla qualità di coniuge” con la pena della reclusione fino a un anno o con la multa da euro 103 fino a 1.032, stabilendo l’applicabilità congiunta di dette pene a chi “fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti di età minore, ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge, il quale non sia legalmente separato per sua colpa“. Si tratta, pertanto, di unreato che si configura non già in presenza di una qualsiasi omissione di pagamento dell’assegno di mantenimento stabilito dal giudice ma quando tale omissione priva materialmente il coniuge o i figli dei mezzi di sussistenza, determinando una condizione di disagio tale da mettere in difficoltà gli aventi diritto in ordine alle primarie esigenze della vita.
  • LA REVISIONE DELL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO: Di fronte all’impossibilità o alla grave difficoltàdi far fronte al versamento dell’assegno di mantenimento, la legge conferisce al coniuge obbligato la possibilità di chiedere la modifica e/o la revisione del “quantum. Secondo il comma 7 dell’art. 156 c.c., qualora sopraggiungano giustificati motivi, il giudice, su istanza di parte, può infatti disporre la revoca o la modifica dei provvedimenti adottati in ordine all’assegno di mantenimento.

Il credito alimentare soggiace a prescrizione?

Assolutamente SI, soggiace alla prescrizione quinquennale il diritto all’assegno di mantenimento (Trib. S. Maria C.V. sent. n. 925/2016).

Ebbene precisare che, il diritto alla corresponsione dell’assegno di mantenimento per il coniuge, così come il diritto agli assegni di mantenimento per i figli, in quanto aventi ad oggetto prestazioni autonome, distinte e periodiche non si prescrivono a decorrere da un unico termine rappresentato dalla data della pronuncia della sentenza di separazione o divorzio bensì dalle singole scadenze delle prestazioni dovute in relazione alle quali sorge di volta in volta l’interesse del creditore all’adempimento. Indi, il diritto ad esigere l’assegno di divorzio e/o di mantenimento decorre dalla scadenza di ogni singola prestazione, il cui termine soggiace alla prescrizione quinquennale.

La prescrizione può essere interrotta?

Assolutamente Si. Per interrompere la prescrizione è sufficiente inviare una lettere di messa in mora al debitore (cioè al coniuge che non versa l’assegno) tramute raccomandata con ricevuta di ritorno.

L’assegno di mantenimento è sottoposto alla rivalutazione ISTAT?

L’assegno di mantenimento, annualmente deve essere calcolata la rivalutazione in base all’aumento medio del costo della vita. L’obbligo di rivalutazione dell’assegno di mantenimento è sancito dalla legge n. 898 del 1970 art. 5, comma 7. Sebbene le disposizioni previste siano state specificate solo in sede di divorzio, la Corte di Cassazione, ha ritenuto valido gli stessi obblighi anche in sede di separazione.

Come si calcola la rivalutazione annuale?

Il calcolo della rivalutazione viene effettuato prendendo in considerazione l’indice di variazione FOI (indici dei prezzi al consumo per famiglie di operari e impiegati al netto dei tabacchi).

All’assegno di mantenimento deciso dal Tribunale si applica la percentuale alla quota del mantenimento  sancita dal Giudice, così da poter valutare il relativo aumento. La nuova quota costituirà poi la somma sulla quale applicare l’indice FOI l’anno successivo per determinare la nuova rivalutazione.

Facciamo un esempio pratico: assegno di mantenimento sancito dal Tribunale di € 500,00 a partire dal settembre 2012, questa somma dovrà essere valutata tenendo conto dell’ultimo FOI disponibile al settembre 2013 che supponiamo essere del 2%, così dall’ottobre 2013 l’assegno di mantenimento sarà € 510,00.

I figli maggiorenni fino a quando hanno l’obbligo dell’assegno di mantenimento?

Il dovere al mantenimento dei figli maggiorenni è sancito, in primis, dall’art. 30 della Costituzione e dagli art. 147 e ss. c.c. che impongono ad ambedue i genitori l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle inclinazioni e delle aspirazioni dei figli, in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacità di lavoro professionale o casalingo, non prevedendo alcuna cessazione ipso facto per via del raggiungimento della maggiore età. L’obbligo è stato rafforzato dalla novella della legge n. 54/2006 che all’art. 155-quinquies ha stabilito che “il giudice, valutate le circostanze, può disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente il pagamento di un assegno periodico”. Ovviamente, bisognerà valutare caso per caso.

L’assegno di mantenimento è compensabile con altre obbligazioni?

La possibilità di compensare l’assegno di mantenimento con altre obbligazioni è strettamente connessa alla natura che si attribuisce all’obbligazione sottostante la predetta elargizione. L’articolo 447 c.c., infatti, afferma che l’obbligato agli alimenti non può opporre la compensazione all’altra parte, neppure nel caso in cui si tratti di prestazioni arretrate. Tale norma va letta in combinato disposto con l’art. 1246, numero 5), c.c. in forza del quale, in generale, la compensazione non è possibile nei casi di divieto stabilito dalla legge. 

Se avete qualche dubbio in merito alla predetta questione scriveteci, l’Avvocato Francesca Paola Quartararo sarà pronta a rispondere a qualunque perplessità domanda nella sezione contatti del sito web: www.avvocatoquartararo.eu

 

 

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