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L’AVVOCATO DEL MARTEDI’_ ABUSI EDILIZI: OPERE IRREGOLARI SANZIONI E SANATORIA

 

La rubrica dell’avvocato del Martedì _ a cura dell’avvocato Francesca Paola Quartararo 

L’abuso edilizio è un illecito, posto in essere da chi realizza un’opera edilizia in assenza di autorizzazioni e/o in terreni non edificabili. Il testo unico delle diposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia (d.p.r. n. 380/2001) in ossequio all’art. 29 afferma che : “la responsabilità della conformità delle opere alla normativa urbanistica e alle previsioni di piano spetta congiuntamente al titolare del permesso di costruire, al committente ed al costruttore”.

E’ possibile sostituire la demolizione di un opera abusiva con il pagamento di una multa?

La possibilità di sostituire la demolizione di un edificio abusivo con il pagamento di una sanzione pecuniaria, dipende, dal caso concreto. A tal proposito il Consiglio di Stato con sentenza n. 5128/2018 ha affermato che:la repressione di abusi edilizi costituisce un atto vincolato, la cui motivazione soddisfa i requisiti di legge anche quando si riduce all’affermazione dell’accertata irregolarità dell’intervento, risultando superflua ogni specifica comparazione tra l’interesse pubblico e gli interessi privati coinvolti o sacrificati”; secondo i giudici del Consiglio di Stato, gli abusi edilizi devono essere puniti ed eliminati, senza badare ad eventuali danni che i provocati, responsabili, degli interventi potrebbero subire. Continuando a leggere nella sentenza di cui sopra, sostiene che la possibilità di sostituire la sanzione demolitoria con quella pecuniaria deve essere valutata dall’amministrazione competente in fase esecutiva del procedimento, successiva ed autonoma rispetto all’ordine di demolizione. In ogni caso bisogna sempre fare riferimento al singolo caso specifico di riferimento.

Quali sono le sanzioni?

L’abuso edilizio prevede una sanzione amministrativa ed una penale.

Poiché colui che esercita l’abuso edilizio commette i seguenti reati di natura penale:

  • Inosservanza delle norme e delle modalità di esecuzione della costruzione;
  • Assenza del permesso di costruire opere;
  • Lottizzazione abusiva di terreni non edificabili.

Per il reato di abuso edilizio si applica anche una sanzione amministrativa con la quale si obbliga il responsabile dell’abuso a ripristinare lo stato dei luoghi entro un termine di 90 giorni. Se il soggetto interessato non dovesse demolire l’immobile entro il termine previsto per legge, sussiste la possibilità dell’acquisizione di diritto del Comune di competenza.

Quando è possibile sanare l’abuso edilizio?

La sanzione amministrativa prevista per l’abuso edilizio per il ripristino dello stato dei luoghi, non soggetta a prescrizione, pertanto, l’unica possibilità di evitare la demolizione del bene è quella di chiedere la sanatoria. La sanatoria può essere chiesta allorquando, l’immobile costruito e/o un intervento di natura tecnica edilizia sia conforme al piano regolatore vigente.

Facciamo un esempio:

  • Chi ha costruito un immobile conforme agli strumenti vigenti ma senza aver chiesto prima il permesso di costruire commette un abuso edilizio, per tanto va sanzionato, ma non è necessaria la demolizione del bene, poiché può richiedere la sanatoria.
  • Se invece, chi dispone di un terreno non edificabile, nonostante ciò, costruire una casetta pertanto, non conforme alle norme vigenti sull’edilizia, in tal caso, dovrà necessariamente demolire la struttura abusiva senza la possibilità di chiederne la sanatoria.

La sanatoria si può richiedere al momento della sua edificazione sia al momento della richiesta della sanatoria, prevede, una verifica della doppia conformità dell’intervento edilizio, nel senso che deve essere conforme alla normativa vigente al momento cui l’intervento deve essere realizzato che a quella in vigore quando viene presentata la  sanatoria.

Quando scatta la prescrizione?

Come anticipato, la sanzione amministrativa per abuso edilizio non è soggetta a prescrizione, i termini della prescrizione scattano solamente per la sanzione pensale prevista per l’abuso edilizio. La prescrizione per quanto riguarda la sanzione penale non opera automaticamente ma dipende dal caso concreto di riferimento. La cassazione con sentenza n. 40408/2003 ha affermato che: “al fine di stabilire il giorno a partire dal quale si computa la prescrizione, la valutazione di un’opera edilizia abusiva va effettuata con riferimento al suo complesso, non potendosi considerare separatamente i suoi singoli componenti, così che, in virtù del concetto unitario di costruzione, la stessa può dirsi completata solo ove siano stati terminati i lavori relativi a tutte le parti dell’edificio; conseguentemente la permanenza del reato di costruzione in difetto di concessione cessa con la realizzazione totale dell’opera in ogni sua parte”.

Altresì si fa presente che la decorrenza della prescrizione può essere soggetta a sospensione, infatti l’art. 45 comma 1 del T.U. dell’edilizia Dpr n. 380/01 stabilisce che: “l’azione penale relativa alle violazioni edilizie rimane sospesa finché non siano stati esauriti i procedimenti amministrativi di sanatoria di cui all’art. 36”, dunque, il venir meno del motivo della sospensione comporta la prosecuzione della decorrenza residuale del termine (Cass. n. 1547/2016).

La materia edilizia, condono, demolizione e sanatoria risulta molto complessa per la quale bisogna analizzare il singolo caso concreto per poter dare delle informazioni e pareri precisi sulla questione, dunque, sempre opportuno rivolgersi ad un esperto, che potrà consigliarVi la miglior soluzione in relazione al caso specifico. 

Per tutte le informazioni necessarie consulta il sito web: www.avvocatoquartararo.eu

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Francesca Paola Quartararo

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