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L’AVVOCATO DEL MARTEDÌ: VIAGGIO ANNULLATO PER IMPOSSIBILITA’ SOPRAVVENUTA_ COME OTTENERE IL RIMBORSO DALL’AGENZIA DI VIAGGIO

Avvocato Francesca Paola Quartararo

Si sa viaggiare è un piacere, il più delle volte ci si avvale dell’aiuto delle agenzie di viaggio, le quali propongono ai propri clienti pacchetti turistici e viaggi organizzati.

Cosa accede se il viaggio viene annullato per impossibilità sopravvenuta?

La normativa giuridica si occupa di tale argomento specificatamente:

  • Il codice del Turismo all’art. 78 -D.lgs n. 79/2011 prevede che, qualora il consumatore si trovasse nella condizione di dover recedere da un contratto di viaggio a causa di un evento imprevisto ed imprevedibile che gli impedisce di partire, tutte le somme versate devono, senza eccezioni, essergli rimborsate;
  • Il codice del Turismo all’art. 79 D.lgs 79/2011 prevede che, qualora il consumatore si trovasse nelle condizioni di dover recedere da un contratto di viaggio a causa di un fatto imprevisto ed imprevedibile che gli impedisca di partire, tutte le somme versate devono, senza eccezioni, essergli rimborsate.

  • Il codice civile all’art. 1463 c.c. afferma che: “nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta imputabilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione e, deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell’indebito.

La legge difatti, spiega cosa s’intende per “impossibilità sopravvenuta” o “fatto imprevisto ed imprevedibile” ovverosia, un evento che preclude la partenza al turista e che incide sulla sua sfera personale e non, dunque, si può trattare di un’improvvisa malattia, di un lutto o di un qualche evento sorto successivamente alla prestazione del viaggio che non consenta di partire.

A tal proposito la Corte di Cassazione con sent. n.18047/2018 ha stabilito:che qualora, le parti non possano usufruire e/o utilizzare il pacchetto turistico per impossibilità sopravvenuta e per cause di forza maggiore, non prevedibili né ascrivibili alla condotta dei contraenti, questi dovranno riceve il rimborso dell’intero pacchetto turistico mai utilizzato”.

Dunque, dal quadro normativo emerge da un lato il codice del Turismo prevede espressamente che, quando il consumatore deve recedere da un contratto di viaggio a causa di un fatto imprevisto ed imprevedibile che impedisce di partire, tutte le somme versate devono senza eccezioni, essergli rimborsate. Dall’altro la giurisprudenza costante ed il codice civile affermano che nel caso di “impossibilità sopravvenuta” della prestazione da eseguire, vanno restituiti i soldi già pagati per tale prestazione.

Difatti, la risoluzione del contratto per “impossibilità sopravvenuta” della prestazione da eseguire, vanno restituiti i soldi già pagati per tale prestazione. Il diritto ad annullare il viaggio ed ottenere il rimborso integrale del prezzo pagato anche quando la malattia si verifica solo un giorno prima della prestazione della partenza perché il consumatore non ha minimamente fruito della prestazione, appunto il completo servizio di viaggio (art. 79 cod. turismo d.lgs. 79/2011).

Il viaggiatore può rescindere dal contratto di viaggio? Se, si deve pagare penali?

Il contratto stipulato tra il tou operator e il consumatore, si qualifica come contratto a prestazioni corrispettive, sicché nel caso di impedimento soggettivo del fruitore della prestazione si applica l’art. 1463 c.c. L’impossibilità sopravvenuta e/o la forza maggiore cause e/o cause non ascrivibili alla condotta dei viaggiatori, consente a questi ultimi di richiedere la restituzione delle somme già versate. (Cass. n.8100/2013; Cass. n.1209/2017). La giurisprudenza costante, inoltre garantisce al viaggiatore che disdice la prenotazione anche il giorno prima della data prevista per la partenza il diritto ad ottenere il totale rimborso di quanto già versato al tou operator, in quanto la prestazione non è concretamente iniziata ed il viaggiatore non ne ha usufruito.

Quando non si pagano le penali: il diritto ad ottenere il rimborso integrale del prezzo pagato per un viaggio turistico prenotato in agenzia in forza dell’art. 36 lett.d) del D.lgs. 79/2011 – codice del turismo – il quale stabilisce: “i pagamenti in conto prezzo sono versati a titolo di caparra, ma gli effetti di cui all’art. 1385 c.c. non si producono qualora il recesso dipenda da fatto sopraggiunto non imputabile, ovvero sia giustificato dal grave inadempimento di controparte”.

Dunque, il rimborso integrale delle somme versate (senza eccezioni) spetta, anche senza alcuna assicurazione e senza l’applicazione di alcuna penale, ovviamente, si deve trattare di un volo e/o pacchetti turistico, il viaggiatore deve necessariamente essere in possesso della documentazione comprovante l’impossibilità di partire (esempio: certificato medico, certificato di recesso, una denuncia di sinistro) da presentare alla Compagnia aerea o all’agenzia di viaggi.

Per qualsiasi parere e/o informazione sulla questione trattata scriveteci via email, tramite il sito www.avvocatoquartararo.eu

La rubrica settimanaleDell’avvocato del Martedì – a cura dell’avvocato Francesca Paola Quartararo

 

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2 commenti

  1. Avatar viseminara( single apolitica , vittima di provocazioni per strada, e molestia per strada da giaciella e maullixio e corrotti, vera invalida, non commetto reati) ha detto:

    Molte agenzie non rispettano le norme in vigore, soprattutto a Palermo. Giocano sull’ignoranza della gente in fatto di legge. Alle volte le somme da risarcire non superano le mille euro e loro non sopperiscono alle richieste dei viaggiatori. Denunciate le agenzie sospette sempre. Diritto all’opinione

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