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L’AVVOCATO DEL MARTEDÌ: PIGNORAMENTO DELLA BUSTA PAGA

Avvocato Francesca Paola Quartararo

La rubrica dell’avvocato del Martedì _ a cura dell’avvocato Francesca Paola Quartararo

Il pignoramento dello stipendio è un atto formale previsto dal nostro ordinamento “pignoramento presso terzi” che rientra nel procedimento esecutivo che coinvolge un soggetto terzo nel pagamento delle somme di cui il contribuente risulta debitore.

Tutti i beni/crediti del debitore sono pignorabili?

Assolutamente no, difatti, sono impignorabili i seguenti beni:

a) i crediti aventi come oggetto sussidi di grazia o sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri o dovuti per maternità, malattia o funerale da casse di assicurazione, da enti di assistenza o da istituti di beneficenza;

b)i crediti alimentari.

A differenza del pignoramento della pensione, per il pignoramento dello stipendio non esiste un limite minimo impignorabile, salvo i limiti di pignoramento previsti per legge quali:

  • stipendio fino a € 2.500: il pignoramento di 1/10;
  • stipendio tra € 2.500 e € 5.000: il pignoramento 1/7;
  • stipendio oltre i € 5.000: il pignoramento 1/5.

Il pignoramento dello stipendio si svolge in diversi fasi; la prima fase è quella secondo cui il creditore può notificare l’atto di pignoramento al datore di lavoro del debitore; quest’ultimo comunicherà (tramite raccomanda e/o PEC) al creditore pignorante, se il dipendente è in credito di somme di denaro o meno.

Dopo la successiva comunicazione si apre la fase processuale ove si invita, sia il debitore sia il terzo pignorato, con atto di citazione a comparire in udienza innanzi al Tribunale Civile territorialmente competente al fine di verificare se il terzo pignorato ha fornito una dichiarazione positiva o negativa – esistenza/inesistenza dei crediti del lavoratore) e, se la dichiarazione risulta positiva, il magistrato adito autorizza il pignoramento dello stipendio fino all’effettivo soddisfo del debito.

Facciamo un esempio:

Tizio ha contratto diversi debiti uno per mancato pagamento delle quote condominiali dell’immobile di sua proprietà ed altro debito con una finanziaria per un prestito, quest’ultimo in tal caso, può subire un pignoramento dello stipendio fino ad un massimo di 1/5; poiché si tratta di debiti aventi la stessa natura. Di converso, se un debito è per ragioni alimentari e l’altro è per una bolletta – utenze domestiche – non pagata, il pignoramento può essere di massimo 1/2 trattandosi di due debiti aventi natura diverse.

Il nostro ordinamento al fine di tutelare il diritto del lavoratore ed avere un’esistenza dignitosa ed il diritto dei creditori al recupero coattivo del credito, a norma dell’art. 545 c.p.c., pone un limite massimo entro cui si possono effettuare le trattenute non superiore alla frazione di 1/5 al netto delle trattenute fiscali e previdenziali.

Sussiste la possibilità di più pignoramenti?

Assolutamente Si. La legge prevede che lo stipendio venga pignorato più volte da diversi creditori ed in tal caso, devono seguire le norme generali sulla procedura esecutiva secondo cui, il Giudice dell’esecuzione avrà disporre l’assegnazione del quinto dello stipendio “in coda” ovverosia solamente dopo la soddisfazione del primo creditore. Infatti, se tutte le cause del debito sono diverse, è possibile il concorso di più pignoramenti, rispettando il limite previsto per legge e, dunque, che il 50% dello stipendio rimanga al lavoratore.

La disciplina in questione risulta molto complessa per la quale bisogna analizzare il singolo caso concreto per poter dare delle informazioni e pareri precisi sulla questione, dunque, sempre opportuno rivolgersi ad un esperto, che potrà consigliarVi la miglior soluzione in relazione al caso specifico.

Per tutte le informazioni necessarie consulta il sito web: www.avvocatoquartararo.eu

 

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