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L’Avvocato del Martedì: LA “PET EREDITA’”, TESTAMENTO IN FAVORE DELL’ AMICO A QUATTRO ZAMPE, L’EREDE PUO’ AGIRE PER IMMETTERSI NELL’ASSE EREDITARIO?

Avvocato Francesca Paola Quartararo
         Avvocato Francesca Paola Quartararo

(di F.P. Quartararo) Eccoci, al nostro appuntamento settimanale con L’AVVOCATO DEL MARTEDI’.

Una richiesta molto frequente riguarda la possibilità di lasciare i propri beni in eredità al proprio animale domestico “pet eredità”, spesso, molte persone vorrebbero garantire il benessere del proprio amico a quattro zampe anche dopo il loro decesso, ma non sanno come fare e temono che le loro ultime  volontà non vengano eseguite.

Pupy la nostra amica a 4 zampe
     Pupy la nostra amica a 4 zampe

Il testamento in favore del mio amico quattro zampe è valido per l’ordinamento italiano?

 In realtà le disposizioni del tipo “nomino mio erede il mio cane Pupy” oppure “lascio il mio conto corrente con la somma di € 20.000,00 al mio fedelissimo ed amico Keyla” sono nulle e non possono in alcun modo essere eseguite. La legislatura italiana non consente di lasciare direttamente i propri beni per disposizione testamentaria ad un animale, questo perché, la legge qualifica gli animali come “res mobilia”, ossia beni mobili alla stregua di un quadro o di un televisore, per questo motivo non è possibile nominarli eredi diretti.  Affinché il testamento in favore dell’animale domestico possa essere valido, è necessario redigere un testamento le cui disposizioni assicurino che l’animale risulti il beneficiario di tutta o parte della quota disponibile del patrimonio.

Cosa è la quota disponibile ?

La quota disponibile, in riferimento alla successione con testamento, deve essere intesa insieme alla cosiddetta “successione necessaria o legittima”. Quest’ultima è quella quota della massa di beni che, anche contro la volontà del defunto, è destinata per legge al coniuge, ai figli e, in assenza di figli agli ascendenti (ovvero ai genitori e ai nonni del defunto). Il diritto di legittima è quindi in grado di contrastare la volontà del testatore, il quale vede ex lege comprimersi la propria facoltà di disporre dei propri beni per testamento, con conseguente diminuzione della quota di proprio patrimonio “disponibile”. Dunque il testamento in favore del proprio amico a quattro zampe, può essere valido ma è necessario nominare un erede diretto  o istituire un legato (persona fisica o giuridica) che si occupi di amministrare le somme al solo fine di assicurare il benessere dell’animale domestico.

Come si fa ad avere certezza che il soggetto nominato svolga il suo incarico seguendo le ultime volontà del de cuius?

 A tale scopo è possibile nominare un esecutore testamentario, il quale si occuperà di controllare e vigilare sulla corretta attuazione della disposizione testamentaria.

Facciamo un esempio:

Una donna, che ha 90 anni, nata a Roma, ma vive a Palermo con due nipoti ed un figlio. Vedova, proprietaria di due immobili ad uso abitativo uno a Roma ed uno a Palermo, oltre alcuni appezzamenti di terreni in provincia di Palermo e due conti correnti su uno dei quali le viene accreditata la pensione.

Premesso che, il lascito al solo animale di tutto il patrimonio è nullo, poiché essendo “res mobilia” non ha capacità giuridica, ma con l’intermediazione di una persona in forza del quale ai fini della validità del lascito (indiretto) a favore dell’animale domestico, è necessario nominare un erede o legatario, sul quale graverà l’onere di provvedere alla cura ed alla tutela dell’amato animale domestico nel rispetto dell’art. 631 II comma c.c. (in analogia con quanto disposto per le disposizioni a favore dell’anima ex art. 629 e  per i poveri ex art. 630 c.c.).

La donna, a questo punto, nomina lo stesso avvocato esecutore testamentario, lasciando la maggior parte dei suoi averi al suo fedelissimo amico di sempre.

C’è lesione di legittima? L’erede può agire per tutelare il proprio diritti di legittima?

L’ordinamento italiano lascia ampia libertà ad ogni soggetto di disporre dei propri beni per il momento in cui avrà cessato di vivere. La libertà di fare testamento, tuttavia, incontra alcuni limiti a favore di determinati soggetti. La legge, infatti, riconosce, una quota di riserva al coniuge ed ai figli (o ai loro discendenti) e, in taluni casi, anche agli ascendenti (genitori/nonni del  defunto), questi soggetti sono definiti eredi legittimi o necessari, mentre la quota loro riservata viene definita legittima ex art. 536 e ss. c.c.

Bisogna precisare che la tutela che viene riconosciuta a questi soggetti non è automatica.

Ritornando all’esempio, la donna che lascia il patrimonio al suo amico fede con testamento senza lasciare alcunché al figlio ed ai due nipoti, quando si aprirà la successione ed il testamento, gli eredi non avranno automaticamente la quota di eredità che la legge gli riconosce. Per ottenere il loro diritto dovranno impugnare il testamento, se non lo faranno, i beneficiari del testamento, quindi l’animale domestico” subentrerà legittimamente nel patrimonio del defunto. Gli eredi che sono stati lesi nella quota di legittima avranno, quindi, la possibilità di agire contro i beneficiari per vedere rispettare le quote garantite loro dalle legge.

Quali sono gli strumenti a tutela degli eredi?

I legittimari hanno a disposizione tre azioni: la prima detta azione di riduzione della legittima mira esclusivamente ad accertare l’esistenza e l’inefficacia delle donazioni e delle disposizioni testamentarie lesive; la seconda, azione di restituzione contro il beneficiario della disposizione lesiva, mira ad ottenere dal beneficiario la restituzione della quota di patrimonio a questi indebitamente devoluta; la terza, azione di restituzione contro terzi aventi causa dal beneficiario della disposizione lesiva, mira a recuperare, verso i terzi, i beni ereditari o quelli donati.

Se hanno leso il tuo diritto di legittima, scrivi il tuo caso, l’Avvocato Francesca Paola Quartararo sarà pronta a rispondere a qualunque perplessità o dubbio nella sezione contatti del sito web: www.avvocatoquartararo.eu

 

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