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L’AVVOCATO DEL MARTEDÌ: COSA ACCADE AL LAVORATORE CHE PERCEPISCE LA NASPI ED AL TEMPO STESSO LAVORA IN NERO?

                                         AVVOCATO FRANCESCA PAOLA QUARTARARO

La rubrica dell’avvocato del Martedì _ a cura dell’avvocato Francesca Paola Quartararo

Nel momento in cui si assume un lavoratore in nero il rischio è duplice non solo per l’azienda, ma anche per lo stesso lavoratore in nero sta percependo l’indennità di disoccupazione dall’INPS (la cosiddetta NASPI) quest’ultimo commette un reato di natura penale.

La NASPI spetta solamente al lavoratore licenziato che sia in stato di disoccupazione, dunque, per tutta la prestazione previdenziale, non può svolgere alcuna attività lavorativa, neanche in nero; di converso se il lavoratore viene assunto da una nuova azienda, tale nuova posizione deve essere comunicata agli uffici dell’INPS che interrompono l’erogazione della NASPI.

Quali sono i rischi concreti per chi viene sorpreso a lavorare mentre incassa la Naspi?

Il lavoratore in nero che percepisce l’assegno di disoccupazione può essere accusato di duplice reato:

  • Falsità ideologica in atto pubblico;

  • Indebita percezione di erogazione ai danni dello Stato;

  • Condannato alla restituzione di tutte le somme percepite in maniera illegittima dall’INPS.

  • In caso di veri e propri artifizi e raggiri (non semplici dichiarazioni false o omissioni di informazioni dovute) scatta un ulteriore reato quello “truffa aggravata” per il conseguimento di erogazioni pubbliche con una pena da uno a sei mesi anni di reclusione.

Il lavoratore che non dovesse ridare all’ente pubblico i soldi ottenuti in forza di tali contributi riceverebbe una cartella esattoriale e l’espropriazione dei beni (ad esempio il pignoramento sul conto corrente, della pensione e/o eventuale casa di proprietà).

Caso diverso per un lavoratore che lavora in nero non è prevista alcuna sanzione nel caso in cui non percepisca indennità di disoccupazione e altro sussidio o il reddito di cittadinanza.

Quali sono le sanzioni per il datore di lavoro?

Il datore di lavoro che assume un lavoratore in nero rischia una sanzione da € 1.500,00 a 36.000,00 dunque, il datore di lavoro ha impiegato un lavoratore in nero rischia:

  • Assunzione in nero per 30 giorni la sanzione prevista è tra € 1.500,00 e 9.000,00;

  • Per oltre 30 giorni la sanzione è compresa fra i € 3.000 e 18.000;

  • Se impegna un lavoratore per oltre 60 giorni, rischia una sanzione da 6 mila a 36 mila;

  • Nel caso in cui i dipendenti sono più del 20% dei lavoratori risulta in nero, per il datore di lavoro rischia la sospensione dell’attività.

Facciamo un esempio: Tizio percepisce l’assegno di disoccupazione e trova lavoro presso l’azienda di Caio. Tizio percepisce sia l’assegno di disoccupazione dall’INPS sia la retribuzione in nero dell’azienda; a questo punto, in un giorno qualunque arrivano gli Ispettori dell’INPS per un accertamento. Durante la verifica gli ispettori costatano che il Tizio presta la propria attività lavorativa senza formale contratto e contemporaneamente percepisce un ammortizzatore sociale quale la NASPI in modo del tutto illegittimo. A questo punto gli ispettori denunciano d’ufficio a Tizio per un serie di reati penali mentre l’azienda subirà una sanzione amministrativa.

La disciplina in questione risulta molto complessa per la quale bisogna analizzare il singolo caso concreto per poter dare delle informazioni e pareri precisi sulla questione, dunque, sempre opportuno rivolgersi ad un esperto, che potrà consigliarVi la miglior soluzione in relazione al caso specifico.

Per tutte le informazioni necessarie consulta il sito web: www.avvocatoquartararo.eu

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Francesca Paola Quartararo

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