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L’Avvocato del Martedì: CITTADINO ESASPERATO DAL PROPRIO VICINO! STALKING CONDOMINIALE

Avvocato Francesca Paola Quartararo
             Avvocato Francesca Paola Quartararo 

Eccoci, al nostro appuntamento settimanale con L’AVVOCATO DEL MARTEDI’.

Cosa è lo Stalking Condominiale?

A consacrare l’esistenza del cosiddetto reato di “stalking condominiale” è stata la Cassazione con la sentenza n. 26878 del 30 giugno 2016, preceduta da altre sentenze (Cass. pen., sentenza 26.09.2013 n. 3993. ). Tale reato permanente si verifica se un condomino perseguita e molesta i vicini di casa con atti persecutori reiterati. Le statistiche rilevano che una buona percentuale dei reati di stalking si realizzano nel condominio, dove gli animi esacerbati da rancori pregressi o le innumerevoli incomprensioni e intolleranze nei rapporti di vicinato possono tradursi e trasmodare in condotte persecutorie. L’applicazione estensiva dello stalking condominiale consente di apprestare un efficace strumento di tutela anche per tutti coloro che in via diretta subiscono un turbamento alla propria tranquillità domestica o si sentono costretti ad alterare il proprio modus vivendi. 

Quale condotta da origine allo stalking condominiale? 

Lo stalking è previsto dall’art. 612 bis c.p. (introdotto con la legge n. 38/2009), si verifica  allorquando le azioni persecutorie causano nella vittima:

  • grave e perdurare stato di ansia o di paura tale da comprometterne il normale svolgimento di azioni quotidiane;
  • un fondato timore per l’incolumità propria o di un parente o congiunto;
  • un cambiamento della proprie abitudini di vita.

E’ rilevante la gravità del comportamento che deve essere tale da costringere il vicino a cambiare radicalmente ed irreversibile le sue abitudini di vita, di converso è irrilevante, quindi, il numero di condotte poste in essere, difatti anche due soli episodi sono sufficienti se lo stalker si pone in una posizione immotivata ed ingiustificata predominanza tale da voler danneggiare la vittima esasperandola in modo grave, fino a cagionarne un danno.

Inoltre, integra il delitto di atti persecutori la condotta di colui che compie atti molesti ai danni di più persone costituendo per ciascuna motivo di ansia, e non si richiede, ai fini della reiterazione della condotta prevista della norma incriminatrice, che gli atti molesti siano diretti necessariamente a una sola persona, quando sia arrecata offesa a diverse persone tra loro accomunate e abitudini nello stesso edificio e si provochi turbamento a tutte le altre e la minaccia fatta a uni può comunque spaventare ad altri.

Lo stalking condominale scatta solamente con un comportamento reiterato?

Assolutamente NO! Lo stalking condominiale quando tutte le suddette condotte, di per sé e autonomamente qualificabili come mere azioni di molestia o di disturbo, si trasformino in atti persecutori, ossia prendano la forma di un’azione di molestia e di disturbo reiterata, nonostante le numerose lamentele della vittima. Ci si può trovare davanti a stalking anche quando non c’è reiterazione, ma sistematicità. Si cita ad esempio il caso di un uomo di 44 anni della provincia di Torino che aveva arrecato fastidio a quasi tutte le donne presenti in un palazzo, a volte intimando loro di andarsene, altre volte pedinandole, altre ancora bloccando l’ascensore (Cass. pen. , sez. V, sentenza 26.09.2013 n. 39933).

 Quali conseguenze può portare il reato di Stalking? 

L’art. 612 bis, primo comma, c.p.  che recita: “salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.

Gli altri capoversi, l’articolo si compone complessivamente di quattro commi, specificano alcune circostanze aggravanti (es. se i fatti sono commessi da persona legata a quella perseguitata da relazione affettiva) e la punibilità a querela o d’ufficio rispetto a chi è il soggetto offeso da reato.

Il condomino che minaccia e molesta reiteratamente i propri vicini creando in loro quella situazione psicologica descritta dalla norma succitata ne può conseguire:

  • che il condominio stalker può essere sfrattato dall’abitazione ubicata in condominio;
  • applicazione di misure cautelari quale il “divieto di dimora” ed il “divieto di avvicinamento”:

Tali misure possono essere applicate poiché hanno la funzione di impedire contatti tra le parti e quindi prevenire la reiterazione.

Come difendersi dal condomino stalker?

Contro i comportamenti molesti potrebbero essere attivati ulteriori strumenti di natura civile che nella maggior parte dei casi si rilevano più appropriati ed efficaci, quali la “mediazione” di un soggetto terzo ed imparziale e neutrale può rilevarsi il miglior espediente per risolvere una lite o comunque evitare che un comportamento molesto degeneri.

Scriveteci il vostro caso, l’Avvocato Francesca Paola Quartararo sarà pronta a rispondere a qualunque perplessità o dubbio nella sezione contatti del sito web: www.avvocatoquartararo.eu

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