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Lavoro. Parte in Sicilia la “staffetta generazionale”

Parte anche in Sicilia la cosiddetta “staffetta generazionale”. Ne hanno parlato stamattina governo, parti sociali e Italia lavoro, a un incontro svoltosi a Palermo nell’assessorato regionale guidato dall’assessore Ester Bonafede.

La firma dell’intesa è stata fissata per la mattina di mercoledì 23. In quella sede, spiega Giorgio Tessitore che per la Cisl Sicilia ha preso parte alla riunione, vedrà formalmente la luce “uno strumento positivo ma pur sempre di nicchia, perché la crisi è crisi e, se non ripartono consumi ed economia, le aziende continueranno a non assumere. I soli interventi sulle tipologie occupazionali, in assenza di politiche per lo sviluppo, non aumentano il lavoro”.

“Tutt’al più – rileva Tessitore – le imprese vengono agevolate nelle loro politiche di riorganizzazione e taglio dei costi”. La staffetta potrà essere applicata tra un lavoratore anziano, che sceglierà il part time, e un giovane aspirante lavoratore che potrà essere assunto anche con contratto di apprendistato. I fondi ministeriali messi a disposizione della Sicilia, che seguirà regioni come Lombardia e Campania che si sono già dotate dello strumento, ammontano a tre milioni. Secondo una stima resa nota durante la riunione, potranno finanziare 300 operazioni circa e ciascuna operazione potrà dilatarsi fino a tre anni. Si estenderà a un triennio al massimo, infatti, il finanziamento della copertura previdenziale del lavoratore che sceglie il part time, per la quota di riduzione dell’orario di lavoro.

La staffetta, rilanciata dal governo Letta agli esordi del suo mandato, per la Cisl Sicilia è “un istituto valido” ma, sottolinea il sindacato che “per far ripartire l’economia siciliana in coma, serve una strategia capace di creare attività produttive e lavoro duraturo”.

“Abbiamo proposto una cabina di regìa – informa Tessitore – che comprenda insieme governo e forze economiche e sociali”. La cabina dovrebbe “individuare tutte le fonti di finanziamento realmente spendibili e scegliere priorità e settori d’intervento strategicamente utili ad avviare processi di sviluppo”.

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