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Lavoratori depuratore Caltagirone proclamano stato di agitazione

L’annunciata astensione del lavoro da parte dei lavoratori della GIA S.p.A., società che gestisce l’impianto di depurazione di proprietà del Consorzio ASI del Calatino in liquidazione che fornisce il proprio servizio all’intera comunità di Caltagirone, oltre che alle aziende della zona industriale di queste Comune, rappresenta un ulteriore capitolo della scandalosa vicenda che li rende vittime di inconfessabili trame che hanno illecitamente arricchito soggetti privati.

Come già denunciato dall’IRSAP alla Procura della Repubblica di Catania, mentre i dipendenti della GIA S.p.A. sono stati privati delle loro retribuzioni ed il Consorzio ASI del Calatino, è stato spogliato, di fatto, della possibilità di gestire proficuamente un proprio bene, la SIE S.p.A. ha continuato ad incassare i canoni di depurazione richieta all’intera popolazione del Comune di Caltagirone, senza svolgere alcun servizio e senza sostenere alcun costo.

E tutto questo è avvenuto sotto gli occhi di tanti, enti locali e rappresentati legali, che per anni – prima delle denunce dell’IRSAP – hanno lasciato degenerare una situazione maleodorante ed illecita che si è propagata come una degenerazione cancerogena a tutto danno della corretta amministrazione dei beni e delle risorse pubbliche.

Dopo che l’IRSAP ha denunciato gravissime illiceità ed ha richiesto l’assunzione del servizio di depurazione da parte del Comune, nell’interesse esclusivo della Comunità amministrata, con la prevedibile riduzione del costo posto a carico dei cittadini, la risposta da parte del Comune continua a ritardare.

L’auspicio è che il Comune di Caltagirone assuma finalmente le proprie responsabilità, assumendo l’uso del depuratore che da più di un anno il Consorzio ASI del Calatino in liquidazione, proprietario dell’impianto, ha deciso di trasferire gratuitamente, scongiurando l’interruzione del servizio da parte dei dipendenti della GIA S.p.A..

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