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L’Aras cala il poker…di commissari. Caputo: “Uno spreco”

Salvino Caputo, foto internet

Da quando si è insediato al Governo della Regione Sicilia, il cavallo di battaglia di Rosario Crocetta è sempre stata la lotta agli sprechi. Così da Novembre ad oggi, via ad un’intervista dopo l’altra: “Basta sprechi!”, tuona l’ex sindaco di Gela, che a Gennaio passa ai fatti, facendo chiudere l’Istituto di Incremento Ippico, giusto per fare un esempio, commentando con un laconico “Era uno spreco”.

Beh, direte, cosa c’è di strano in tutto questo? E’ bene risparmiare, soprattutto in un periodo di profonda crisi come quello che stiamo vivendo. Ma è davvero così?

Per avere una risposta, andiamo a vedere la situazione di AraSicilia.

AraSicilia, Associazione Regionale Allevatori della Sicilia, costituita nel 1950 da un gruppo di Consorzi provinciali di allevatori, si occupa ancora oggi di gestire e promuovere i prodotti provenienti dagli allevamenti siciliani, attraverso una rete di contatti tra gli organismi stessi dell’associazione e gli enti, pubblici e privati, inseriti nel mondo dell’agricoltura e dell’allevamento. Si tratta insomma di un’associazione imprescindibile per chi opera in questi settori.

La diminuzione dei contributi statali e regionali, ha tuttavia richiesto la nomina di un commissario straordinario, a seguito delle dimissioni del precedente: l’Ingegner Massimo Sessa, che però a causa dei suoi molteplici impegni, costretto a passare molto del suo tempo a Roma, ha deciso per la nomina di altri tre sub-commissari: l’avvocato Lucia Di Salvo, l’ingegnere Massimo Paternostro e il commercialista Vincenzo Petracca.

E’ proprio questa la denuncia mossa dal deputato del Pdl Salvino Caputo, che in un comunicato critica aspramente il “prendi uno – paghi quattro” attuato dall’Associazione.

“Alla luce di tutto ciò – recita il comunicato – Caputo ha presentato un’interrogazione urgente con la quale chiede a presidente della Regione e assessore alle Risorse agricole che “in un momento congiunturale qual è questo, si concordi con il governo nazionale la nomina di un commissario residente nell’Isola e che non abbia a sua volta la necessità di nominare ulteriori sottoposti per l’espletamento di un ruolo che dovrebbe essere esclusivamente suo”.

In effetti, l’idea di nominare, e quindi pagare, ulteriori tre commissari che facciano le veci di un commissario straordinario, che a sua volta passa la maggior parte del suo tempo lontano dall’isola, è tutto fuorché conveniente, ma soprattutto in netta controtendenza rispetto alle intenzioni espresse costantemente da Crocetta prima e dopo la nomina a governatore.

L’Ara Sicilia ha davvero bisogno di quattro commissari? Presumibilmente no, pertanto lo spreco di denaro è ingente ed evitabile. Ma se anche fosse il contrario, per quanto improbabile, e quindi l’Aras avesse realmente bisogno di questo poker di commissari, che dividessero tra loro un solo stipendio, dato che si tratta sicuramente di una cifra di molto superiore a quella percepita da un semplice operaio.

E’ possibile che Crocetta non sia al corrente di questa vicenda? Oppure il neo governatore ha voluto chiudere un occhio? Fatto sta che adesso ci si attende una risposta in linea con la politica “anti-sprechi” decantata continuamente fino ad oggi.

Paolo Guagliardito

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