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Landini (Fiom): ” Non diamo indicazioni di voto”

Maurizio Landini Foto Internet

Prendiamo atto della grave situazione politica in cui versa la Sicilia, dove la crisi di rappresentanza induce i cittadini a tenersi a distanza dalle urne. Tuttavia è un fatto preoccupante che quasi la metà degli elettori siciliani dichiari di non volersi recare a votare o quantomeno di prendere in considerazione questa eventualità”. Con queste parole il segretario nazionale della Fiom, Maurizio Landini, esprime la propria posizione in merito al dibattito elettorale a pochi giorni dalle elezioni regionali.

Ospite del congresso regionale di Fiom Sicilia tenutosi a Palermo, Landini ha analizzato la situazione politica isolana, inquadrandola nel più ampio contesto degli interventi del Governo nazionale, indirizzata specialmente alle questioni legate allo sviluppo economico: “La Sicilia, così come l’Italia intera, per uscire dalla crisi ha bisogno di un serio investimento pubblico, altrimenti si rischia l’implosione. E questo è compito dei nostri governanti.

Attualmente non esiste una risposta da parte della politica alle richieste di cambiamento reclamate dalla gente, per questo noi non daremo indicazioni di voto ma inviteremo a valutare attentamente i programmi dei candidati. D’altra parte – prosegue – noi chiederemo ai politici di trattare e risolvere i temi che stanno a cuore alla Fiom: precarietà, pensioni, cassa integrazione, scuola, ripristino dell’art.18, abolizione dell’art.8, riforma Fornero e rilancio dell’economia, giusto per fare qualche esempio”.

Con la questione ancora irrisolta degli ex operai Fiat di Termini Imerese molto sentita dalla platea dei delegati, Landini non ha mancato di attaccare apertamente Marchionne e la sua gestione del colosso aziendale italiano dell’auto: “Come fa a dire che per la Fiat va tutto bene, che non chiuderanno alcuno stabilimento, quando esistono le situazioni di Termini Imerese e della Irisbus? Noi, a differenza delle altre sigle sindacali, abbiamo a cuore la sorte dei lavoratori di queste realtà. Non ci facciamo incantare dalle chiacchiere, la partita vera sta nel capire se Fiat deciderà di investire o no nel nostro Paese”.

Marco Cirincione

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