Economia & Lavoro

Crisi delle PMI, le denunce di Ance Sicilia approdano al governo

Il ministro delle Infrastrutture Corrado Passera

Le continue denunce di Ance Sicilia sui comportamenti dei General contractor che soffocano le piccole e medie imprese locali affidatarie dirette, recentemente riprese da Ance Calabria le cui aziende soffrono condizioni analoghe, sono state ora raccolte da 39 deputati nazionali di tutte le regioni e di tutti gli schieramenti politici, molti anche siciliani, e tradotte in un’interpellanza urgente al ministro delle Infrastrutture Corrado Passera, presentata da Giacomo Terranova (Grande Sud).

L’atto è stato firmato, per il Pd, da Marco Minniti, Salvatore Margiotta, Rita Bernardini e Doris Lo Moro; per il gruppo misto da Santo Versace e Giorgio Stracquadanio; per Grande Sud, da Gerardo Soglia, Marco Pugliese, Maurizio Iapicca e Aurelio Misiti; per Fli, da Angela Napoli, Fabio Granata, Nino Lo Presti, Claudio Barbaro, Giuseppe Consolo e Carmine Patarino; per l’Api, da Pino Pisicchio; per il Pli, da Giustina Mistrello Destro e da Fabio Gava; per il Pra, da Mario Pepe; e per il Pdl, da Gianpiero Cannella, Salvatore Torrisi, Giorgio Lainati, Eugenia Roccella, Manlio Contento, Gennaro Malgieri, Maurizio Scelli, Amedeo Laboccetta, Luca D’Alessandro, Cosimo Ventucci, Enrico Costa, Francesco Paolo Sisto, Roberto Rosso, Giovanni Dima, Francesco Biava, Benedetto Fucci, Roberto Cassinelli e Roberto Speciale.

Nell’interpellanza i firmatari chiedono al ministro Passera “di riportare in un ambito di correttezza giuridica le fasi di esecuzione contrattuale relative agli affidamenti diretti in essere tra i General contractor e le società locali di Sicilia e Calabria, anche per garantire la sopravvivenza non assistita di un tessuto economico sano e dell’occupazione” e di “ordinare una verifica dei comportamenti dei General contractor nei rapporti con le aziende affidatarie”, che nell’esecuzione di grandi opere pubbliche si stanno traducendo in un “inaccettabile drenaggio di risorse finanziarie che i General contractor stanno di fatto determinando in danno delle imprese meridionali” che lamentano soprattutto ritardati pagamenti fino al fallimento.

Tale strategia contrattuale, osservano i deputati interpellanti, “comporta inevitabili rallentamenti nella realizzazione delle infrastrutture” e “un’altrettanto inevitabile proliferazione dei contenziosi legali”.

Riprendendo punto per punto le denunce di Ance Sicilia, i 39 parlamentari informano il ministro di “mancate o tardate emissioni, da parte dei General contractor, delle certificazioni prodromiche alla liquidazione dei singoli stati di avanzamento”; di “assoluta mancanza di tempi certi rispetto ai pagamenti correnti dovuti in adempimento agli stati di avanzamento già certificati”; di “mancato periodico ripianamento, da parte dei General contractor, delle anticipazioni concesse in factoring alle aziende locali dalle banche, relativamente alle fatture emesse a carico degli stessi General contractor”; di “approfittamento della grave situazione di stress finanziario delle ditte locali con conseguente ‘acquisto’ delle riserve da parte dei Contraenti generali a prezzi nettamente inferiori al dovuto e al reclamato”.

Nell’interpellanza si criticano tali comportamenti “probabilmente ispirati ad un inaccettabile abuso della propria posizione dominante, i cui effetti pratici si risolvono in quello che appare un illegittimo e sperequato ribaltamento sulle società locali di costi correnti (in termini di continue anticipazioni) e costi aggiuntivi (specie in termini di interessi bancari), cui fa da contraltare un utilizzo parcellizzato delle liquidità finanziarie, colpevolmente mantenute oltre i normali termini contrattuali nella disponibilità dei General contractor mediante il perverso sistema delle ritardate certificazioni e dei ritardati se non mancati pagamenti”.

Il presidente di Ance Sicilia, Salvo Ferlito, giudica “importante questa iniziativa, perché dimostra che finalmente abbiamo trovato a Roma qualcuno sensibile ai nostri problemi. Ma serve il passo successivo – spiega Ferlito – : l’impegno di tutti i parlamentari nazionali ad ottenere una modifica legislativa che freni lo strapotere dei General contractor sul mercato delle opere pubbliche e che istituisca severi sistemi di controllo che li costringano a rispettare le regole. Finora, invece – conclude il presidente dei costruttori siciliani – il sistema ha favorito una casta di poche multinazionali che sta impoverendo e distruggendo tutte le piccole e medie imprese con metodi che rasentano l’ ‘estorsione’ ai danni di chi, per mancanza di lavoro, è costretto a finire nelle loro mani”.

Comunicato stampa

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.