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Lampedusa: 800 migranti portati in salvo. Richieste case ai privati

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Continua l’esodo e la tensione aumenta tra i naufraghi. Il numero dei migranti non sembra arrestarsi. Altri quattro interventi di soccorso stanotte per un totale di altri 800 naufraghi in cerca di ospitalità. Non c’è più spazio nelle strutture adibite che ospitano già il triplo delle persone rispetto al previsto.

Intanto si cercano soluzioni e il Viminale da il via a un bando rivolto ai privati in possesso di strutture idonee da adibire all’accoglienza. In cambio un remunero di 30 euro a migrante, i servizi richiesto sono quelli di prima necessità.

La notte scorsa i mezzi messi a disposizione dall’operazione Mare Nostrum hanno portato in salvo 800 migranti: 400 soccorsi da due navi della Marina militare, 250 portati in salvo da due motovedette della Guardia costiera a 25 miglia dalla costa di Lampedusa, 95 eritrei sono stati soccorsi da un pattugliatore d’altura della Guardia costiera a 103 miglia a sud-est di Lampedusa e un mercantile battente di Panama ha preso a bordo 80 migranti a 110 miglia a sud da Lampedusa.

Le proteste incalzano e aumenta la fame di risposte tra i naufraghi, ancora sotto shock dopo la tragedia del 3 ottobre. A Lampedusa la situazione è insopportabile. Non c’è posto per tutti e ancora in molti dormono fuori o nel cassone di un posteggio in contrada Imbriacola. La gente chiede di ricevere risposte da Roma dopo più di venti giorni dal drammatico naufragio. Il portavoce don Zerai, sacerdote eritreo, spiega al quotidiano la Repubblica: “Sono frustrati per il fatto che non stanno ricevendo risposte, né l’assistenza dovuta. Sono stati vittime di un naufragio drammatico e ora si chiedono che fine ha fatto la disponibilità del sindaco di Roma, ad accoglierli. Molti di loro non vogliono rimanere in Italia, ma vorrebbero raggiungere i loro familiari nel Nord Europa. Inoltre la situazione umanitaria nel centro di accoglienza resta molto grave e molti di loro non hanno superato il trauma psicologico del naufragio”.

Ma le voci non arrivano solo da Lampedusa. A Caltanissetta, i somali ospitati al centro d’accoglienza di Piano del Lago, hanno messo sù una protesta stendendosi sull’asfalto e bloccando il traffico con dei bidoni. Le donne somale chiedono “Perché non ci danno ancora il riconoscimento dello status di rifugiati?”. I rifugiati avrebbero dovuto sostare nei centri di accoglienza tre giorni invece per molti di loro i giorni si sono trasformati in mesi.

Proprio in queste ora a Bruxelles sono in riunione i Consigli dei capi di stato e di governo dell’Unione europea per cercare di dare una risposta unitaria al problema degli sbarchi

Ornella Caiolo

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