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L’America della fotografa di moda Flaminia Fanale: 12 scatti da Bobez Arte

Zazzera bionda, sguardo freddo e inquietante, gambe mobili, mani serrate alla macchina, look da gioventù bruciata, Flaminia Fanale, scatto dopo scatto, costruisce i suoi album fotografici con studiata concentrazione  e brillante creatività. (Anna Maria Ruta) 

Quando è partita, era poco più di una ragazzina, ma gli Stati Uniti le son subito piaciuti. O meglio, se li è sentiti crescere dentro. Tanto da poterli osservare con uno sguardo freddo e selettivo, lo stesso che ha trasportato poi nei suoi scatti. Flaminia Fanale fa conoscere alla sua città d’origine, il suo pensiero sull’America: dodici scatti saranno in mostra dal 14 marzo al 15 aprile alla galleria Bobez Arte (via Isidoro La Lumia 22) a Palermo. L’esposizione “L’America di Flaminia” è un auto-regalo che si è voluto offrire il padre, l’architetto Giacomo Fanale, nel giorno del suo compleanno.

L’utopia della terra promessa, della facile ricchezza, il sogno americano, continua ad esistere attraverso una atmosfera che rievoca tempi e luoghi dell’immaginario a stelle e strisce. Alcuni scatti schiacciano l’occhio al surrealismo di Magritte, altri all’eleganza emancipata e tutta francese di Man Ray. Dodici scatti in tutto, molto pochi rispetto alla grande quantità di materiale prodotto in questi anni americani, ma molto significativi del talento della giovane fotografa di moda che oggi collabora con grandi studi americani, tra Los Angeles e New York. Un’attività che si è arricchita e affinata con la vita quotidiana: Flaminia è una spugna, assorbe un modus vivendi diverso da quello europeo, stili, modelli, costumi, sogni differenti; e, inconsapevole dei riflussi  delle esperienze fatte, li rielabora e li impressiona nei suoi fotogrammi, sempre nuovi ed incredibilmente sempre originali. Lo stile è quello del “book” di moda, lo sguardo va molto più nel profondo.

Ritratti inquietanti, a volte deformati, coperti da maschere e trucchi, nascosti dai capelli o da ombre, a volte dietro una rete: un’immagine antropologica drammatica della società americana attuale. Fotogrammi di un giovanilismo sofferente, diverso dal giovanilismo anarchico e rivoluzionario della gioventù di qualche decennio fa, ma piuttosto visioni di una società apparentemente opulenta, senza segni di crisi, che si vuole autopromuovere, anche a costo di mostrare un volto altro da sé, un volto mascherato o deformato. (Anna Maria Ruta).

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