Cronaca

La Vucciria contro l’omofobia

Foto di Marco Cirincione

Palermo, piazza Caracciolo, sabato 11 agosto, ore 23. Decine e decine di persone al suono di un allarme antiaereo si accovacciano al suolo come a proteggersi da un attacco dall’alto. Paola Marino, 38enne, pubblicitaria, legge la storia di Fulvio e di altri che hanno subito discriminazioni a causa dell’orientamento sessuale.

Pochi minuti, il racconto termina e la folla chinata a terra si solleva al grido di “Palermo libera tutta!”. Questo è il resoconto del flash mob organizzato alla Vucciria per esprimere solidarietà a Fulvio Boatta, il giovane vittima pochi giorni fa di un’aggressione omofoba all’interno di uno dei numerosi locali che alimentano la movida palermitana del centro storico (qui l’articolo de Il Moderatore).

L’invito, propagato attraverso il passaparola ma soprattutto grazie alla risonanza dei più noti social network, è stato raccolto da oltre un centinaio di persone, sia della comunità LGBT che etero, e ha fornito l’occasione per riflettere sulla tutela dei diritti e sulla libertà di esprimere il proprio essere. Significativo, in questo senso, uno dei passaggi letti che richiama una città ferita ma che non si piega e continua a lottare: «Io mi chiamo Palermo e poche sere fa, qui dove noi stiamo ascoltando le sirene, io non ho visto le stelle, io sono stata picchiata, umiliata, offesa. Io voglio essere libera. Palermo può essere libera». Infine, il grido di speranza che si leva in cielo.

Marco Cirincione

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