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La triste storia di “Capitan Findus”, a 77 anni ridotto sul lastrico

Capitan Findus. Foto Internet

Berretto marinaresco in testa e una lunga barba bianca da vecchio lupo di mare ma con l’animo pesante di chi ha sofferto tanto e tuttora non riesce ad intravedere la luce in fondo al tunnel.
Questa è la descrizione di Giovanni Cattaneo, classe 1935, un nome che a molti non dice nulla ma noto al grande pubblico per essere stato il primo Capitan Findus degli spot che reclamizzavano i famosi bastoncini di pesce.

“Sono stato il primo Capitan Findus nel mitico spot di 34 anni fa. – esordisce Cattaneo, come riportato da Il Giorno – Erano bei tempi quelli. Il mondo dello spettacolo mi piaceva”.
Già. A quei tempi tutto girava per il verso giusto: pubblicità, fotoromanzi, comparsate nei film. Una bella casa nel centro di Milano e un buon tenore di vita.

Improvvisamente però il buio. È lui stesso raccontare l’episodio che ha segnato la sua vita: “Dei cinesi mi hanno truffato. Mi hanno coinvolto per l’apertura di un ristorante e io ci ho rimesso la casa”. Da qui in poi la storia prende una brutta piega: i soldi terminati, i problemi di salute (ha un pacemaker e cammina con le stampelle), la miseria.

Oggi Cattaneo vive da solo in un alloggio popolare con una pensione d’invalidità e quella minima: due stanze in precarie condizioni, costretto a cucinare su un fornello elettrico perché in casa non ha nemmeno il gas. L’unico sollievo glielo procura il fedele Com, l’inseparabile pastore tedesco senza il quale, parole dell’ex attore, sarebbe probabilmente morto.
Ha chiesto aiuto Cattaneo, continua la sua battaglia in tribunale per ottenere giustizia, ha persino scritto al Presidente della Repubblica ma senza ottenere nulla: “È da 11 anni che sto tribolando. Non ce la faccio più. Ora dovrei presentare appello ma non ho i mezzi per trovare un buon avvocato. Finora non ho avuto fortuna”.

Il volto di Capitan Findus si intristisce pensando ai guai di oggi e forse, con lieve malinconia, ricordando il brillante passato e le numerose attività che ha svolto: “Nessun lavoro mi ha mai fatto paura. Mi alzavo alle 4 – sottolinea – per andare a scaricare i camion all’ortomercato. Sono stato facchino, tassista, bagnino nelle piscine comunali, bibliotecario, bidello e maschera alla Scala. Per un periodo ho fatto anche il vigile, però non davo mai multe. Ma la cosa più bella – prosegue – è stata senza dubbio la parte di Capitan Findus nella pubblicità. La gente mi fermava per strada e ancora adesso mi chiamano così”.

Il futuro adesso è strettamente legato alle vicende legali da cui Cattaneo spera naturalmente di uscire vittorioso: “Non chiedo tanto. Io non sono ossessionato dal denaro, vorrei solo quello che mi spetta e che mi è stato tolto ingiustamente. Qualcosa che mi consenta di mettere a posto la casa e di vivere con dignità. Se qualcuno potrà aiutarmi gli sarò grato per la vita”.

Marco Cirincione

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2 commenti

  1. se possibile vorrei aiutarlo anche io, ha fatto parte della mia infazia e quindi non posso stare a guardare. per cortesia ditemi come fare o il modo di poterlo raggiungere in qualche modo. grazie

  2. Siamo un gruppo di ragazzi di Milano e dintorni e vorrei chiedere se è possibile avere l’indirizzo completo (privatamente) del signor Cattaneo…è stato una parte importante della nostra giovinezza e vorremmo andare a trovarlo e portargli un pò di conforto e se possibile anche aiuto.

    Grazie fin da subito, la mia mail è johnatanmcbeth@hotmail.com

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