Cronaca

La Stampa, Quirico scomparso da venti giorni. Parla il direttore Calabresi

foto da internet

“Da venti giorni abbiamo perso i contatti con il nostro inviato Domenico Quirico, in Siria per una serie di reportage dalla zona di Homs”. Queste sono le parole di Mario Calabresi, direttore de La Stampa, il quale ha ricevuto la chiamata della neo eletta ministro degli Esteri Emma Bonino la quale sta seguendo la vicenda personalmente.

“Due settimane di ricerche, fatte in modo silenzioso e riservato ma in ogni direzione, coordinate dall’Unità di crisi della Farnesina – continua Calabresi – non hanno dato sinora alcun risultato concreto e così abbiamo condiviso con le autorità italiane e la famiglia la decisione di rendere pubblica la sua scomparsa, sperando di allargare il numero delle persone che potrebbero aiutarci ad avere informazioni”.

Quirico ha lasciato la nostra penisola lo scorso 5 aprile, direzione Beirut (Libano), per poi entrare in Siria il giorno seguente. Le mete siriane erano Homs – dove gli scontri sono all’ordine del giorno – e la periferia della capitale Damasco.

I contatti telefonici tra Quirico e l’Italia sono cominciati il 6 aprile, giorno in cui la redazione de La Stampa lo ha avvertito del rapimento di alcuni giornalisti Rai anche se il suo iter prevedeva un percorso differente dalla zona del rapimento. Nel pomeriggio (verso le 18,10) Quirico ha informato i colleghi della sua entrata in Siria tramite un sms. Due giorni dopo, lunedì 8, ha mandato un sms alla moglie Giulietta e la sera l’ha chiamata ma la linea era disturbata.

Durante la sua carriera giornalistica il sessantaduenne Domenico Quirico è stato molte volte impegnato in situazioni rischiose nel medioriente. Dal Sudan al Darfur, dalla carestia ai campi profughi, ha raccontato l’esercito ugandese, le primavere arabe ed è stato più volte in Libia per testimoniare la fine del regime di Gheddafi.

Nell’agosto 2011, prima di arrivare a Tripoli è stato vittima di un rapimento insieme ai colleghi del Corriere della Sera Elisabetta Rosaspina e Giuseppe Sarcina e di  Claudio Monaci di Avvenire. Dopo l’uccisione dell’autista, i quattro sarebbero stati liberati tre giorni dopo.

È in Siria per la quarta volta: precedentemente era stato ad Aleppo dove aveva raccontato i bombardamenti e la prima fase della rivolta e nell’ultimo viaggio aveva invece seguito i ribelli spingendosi fino nella zona di Idlib, zona in cui sono stati rapiti i giornalisti Rai. “Ha voluto tornare di nuovo per raccontare l’evoluzione di un conflitto che si è allontanato troppo dalle prime pagine dei giornali e che, ci ripeteva, nonostante i suoi orrori non scuote la società civile occidentale”  queste le toccanti parole di Calabresi nell’editoriale de La Stampa.

 

 

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