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La Sicilia si dichiara indipendente. Il comunicato di Ruggiero Ottavo

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Era inevitabile, dopo anni di lotte, di discese in piazza e di manifestazioni a favore dell’indipendenza, ignorate e, nel peggiore dei casi, messe a tacere con l’uso della forza, è arrivato oggi, 17 giugno – data non casuale in quanto anniversario dell’uccisione di Antonio Canepa, capo dell’EVIS (Esercito Volontario per l’Indipendenza della Sicilia), ucciso in uno scontro a fuoco dai carabinieri negli anni ’40 del Novecento – il comunicato ufficiale del fronte rivoluzionario siciliano in cui viene dichiarata l’indipendenza della Sicilia e delle isole minori che ne fanno parte.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha portato i Siciliani a dire basta – vaso che si è cominciato a riempire già seguito della discesa di Garibaldi, 160 anni fa – è stata la nomina, da parte dello Stato italiano, del Commissario Gentile, a seguito della non convalida delle elezioni della Regione Siciliana di due mese fa che consacrarono quasi all’unanimità il partito indipendentista.

Gentile è già conosciuto dai Siciliani in quanto essere stato, cinque anni addietro, il Generale inviato appositamente nell’Isola per rimettere un po’di “ordine” nell’Amministrazione regionale. Egli con la scusa di sconfiggere la mafia fece sciogliere numerosi Consigli Comunali guidati da uomini del partito indipendentista e facendoli, quest’ultimi, internare a seguito di processi che risulterebbero osceni anche nei paesi sudamericani.

Si attendono, ora, le reazioni della comunità internazionale, che sembrano, comunque, già essere favorevoli, se si tiene conto che nei numerosi ricorsi presentati, dai Siciliani, all’ONU, l’Italia ne uscì sempre perdente, anche se le Sentenze non vennero mai rispettate. Inoltre, diversi Paesi che si affacciano sul Mediterraneo hanno già dichiarato di essere contrari e pronti a violare un eventuale embargo dell’Italia all’Isola “ribelle”.

Dando un’occhiata più lontana sul futuro dell’Isola e a chi teme una deriva autoritaria del neo Stato, Ruggiero Ottavo rassicura tutti dichiarando che il partito è solido perché costruito giorno dopo giorno con pazienza, laboriosità e coerenza. Inoltre, a smentire tale ipotesi ci sarebbe il fatto che la Sicilia, anche sotto lo Stato italiano, era una regione autonoma con un proprio Parlamento ed un proprio Governo. Il partito, poi, è già di per sé è una sorta di coalizione di anime indipendentiste, un contenitore di ideali diversi di gestione dello Stato, ma tutti in chiave Repubblicana democratica.

Verrà creata una Costituente, con Garante proprio Ottavo, con uomini di cultura, professionisti, politici, per redigere la nuova Costituzione. Una volta creata, il partito indipendentista si scioglierà, ognuno fonderà un proprio partito secondo gli ideali che gli appartengono, e si andrà alle elezioni del primo Parlamento del nuovo Stato. Le intenzioni, a quanto pare, sono quelle di puntare su una Repubblica Parlamentare a democrazia indiretta, con elezioni a suffragio universale del Parlamento che a sua volta eleggerà il Governo. Tutto ciò per evitare di far scadere lo Stato nel populismo tipico delle democrazie dirette.

Nuovi scenari politici si affacciano sul Mediterraneo a seguito di questa dichiarazione di indipendenza. L’Isola a tre punte ne è situata proprio al centro e tutti i traffici, oltre che le varie condutture di gas e petrolio che dall’Africa riforniscono parte dell’Europa, passano da qui. È bene farsela amica questa Sicilia.

Marcello Russo

Di seguito pubblichiamo la Dichiarazione di indipendenza.

IN NOMI DI LU POPULU SICILIANU

quali capu puliticu di lu partitu innipinnintista, li cui iscrivuti sunnu in nummiru maggiuritariu in ta l’Isula, e Prisidenti di la Riggioni Siciliana fattu cadiri illiggittimamenti da lu Statu italianu,
A SEGUITU
di 160 anni di soprusi, latrucinia, umiliazioni e sopraffazioni di la Liggi da parti di lu Statu italianu, e di li affaristi italiani, cu la nun applicazioni di lu Statutu autonumu, e doppu aviri instauratu nu statu di corruzioni e clientilismu in ta la società siciliana,

TINUTU CUNTU
1) chi l’articulu n°2 di la Custituzioni di lu Regnu di Sicilia di lu 1848 ricita: “La Sicilia sarà sempre Stato indipendente.”,
2) chi l’Organizzazioni di li Nazioni Uniti (ONU) prividi lu Dirittu a l’autuditirminazioni di li populi,
3) chi chista è la “voluntas Siculorum”,

DICHIARAMU

Dicadutu lu putiri di li Liggi e di li Istituzioni di lu Statu italianu in ta la Sicilia e in ta li isuli picciuli, a latu, chi la cumpununu, e la rinascita di lu Statu innnipinnenti sicilianu riggiutu a Ripubblica dimucratica.

DICHIARUMU ALTRESÌ

Nimici di la Sicilia e di li Siciliani tutti chiddi chi vulissiru ostaculari tali dirittu a l’autuditirminazioni di lu popolu Sicilianu.

Palermu, lì 17 giugnu 2020 LU PRISIDENTI

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8 commenti

  1. Per Ulderico: semmai é l’italiano a essere sicilianismo appena storpiato. Studiati la storia della letteratura italiana o leggiti Dante, farai meno brutta figura in futuro.

  2. Viva la sicilia libera. vorrei tornare in sicilia ma senza lo stato italiano che ci hanno resi schiavi in, i miei genitori han dovuto lasciare la sicilia per andare al nord e essere umiliati perchè non parlavamo l’italiano

  3. Se tutto potissi essere accussì facile. Iò penso che per rendere la nostra bella sicilia libera dalla sporca Italia e dei fetenti mafiusi bisogna mettersi mano alle armi.

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