Cronaca

La salma di Muccioli via da San Patrignano

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La salma di Vincenzo Muccioli, fondatore di San Patrignano, la nota comunità per il recupero dei tossicodipendenti nata nel 1978,  e dove riposava dal 19 settembre del 1995, verrà trasferita dal cimitero di Ospedaletto di Coriano per essere trasportata a quello di Rimini.

«Lasciarlo lì sarebbe come lasciarlo nella mano del nemico», ha dichiarato qualche tempo fa la vedova Maria Antonietta Cappelli Muccioli. Così oggi i resti del fondatore saranno rimossi.

Il trasferimento della tomba dal cimitero comunale adiacente la comunità di San Patrignano è stato richiesto e fortemente voluto proprio dalla vedova in segno di «disapprovazione» nei confronti dell’attuale gestione di Letizia e Gian Marco Moratti.

I familiari del fondatore di Sanpa adesso vorrebbero far cremare i resti e custodirli nella cappella di famiglia. Nel cimitero di Coriano oltre a Muccioli riposano i resti di 15 ragazzi ospiti della comunità morti, tra il 1985 e il 1994, per varie patologie e per i quali i familiari hanno deciso una sepoltura a Sanpa.

«Andrò via da San Patrignano – aveva detto a febbraio in un’intervista Maria Antonietta Cappelli Muccioli – E ho la tentazione di portare con me anche Vincenzo, che è sepolto lì: quella non è più la sua San Patrignano. Io dico che da Lassu’ mio marito sta soffrendo». «Basta, non voglio più essere complice di una situazione ingiusta e inaccettabile», aveva aggiunto. Qualche giorno dopo, in un’altra intervista, aveva spiegato che la decisione di portar via la tomba era definitiva: «Sì, perché hanno tradito in tutto, non si meritano di aver Vincenzo. Sarebbe come lasciarlo nella mano del nemico».

I dissapori tra la famiglia Muccioli e i Moratti erano aumentati in seguito all’abbandono della direzione di Sanpa di Andrea Muccioli, figlio di Vincenzo e Maria Antonietta, oltre un anno e mezzo fa. Il figlio con un lungo messaggio su Facebook aveva spiegato la sua versione dei fatti: «I ricconi frustrati – aveva scritto su Fb – hanno deciso di espropriare la comunità con un semplice ricatto: il posto dipende dai nostri soldi, o te ne vai via tu o noi interrompiamo immediatamente».

I responsabili della comunità con una nota hanno fatto sapere che «con grande amarezza» rispettano «il diritto dei familiari di portare via il corpo di Vincenzo Muccioli». Ma sottolineano che «lo spirito e gli ideali che Vincenzo ci ha insegnato e che sono le fondamenta di San Patrignano, Comunità di vita contro l’emarginazione, sono e saranno sempre con noi». E ribadiscono che «non corrisponde al vero che Letizia e Gianmarco Moratti sono a capo della Comunità, in quanto la stessa è condotta collegialmente dal gruppo dei responsabili, come Vincenzo avrebbe voluto, gli stessi in cui i suoi insegnamenti sopravvivono e si tramandano».

«Chiediamo rispetto – concludono – per tutti i fondatori ancora presenti a San Patrignano, tra i quali Letizia e Gianmarco Moratti, che con Vincenzo, animati da infinito amore, hanno reso possibile il compimento di questa grande opera».

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