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La Principessa e l’incantevole Crimi ad Eurodisney

Euro Disney (foto internet)

C’erano una volta una soave Principessa ed una bambina curiosa. La bambina voleva conoscere, perché non aveva ancora avuto il tempo di farlo, mentre la principessa già sapeva tutto. Proprio tutto. La bambina usava una bacchetta magica per trasformarsi da ‘Vito, il matematico di Palermo’ – manca ancora poco alla laurea – all’incantevole Crimi trasferitosi a Brescia. Come Balotelli. La principessa invece non aveva bisogno di alcuna trasformazione, restava sempre se stessa. Passava da un argomento all’altro con notevole maestria e grande cultura: Orbetello era troppo stretta per una mente così sofisticata e Roma l’ha accolta a mani aperte sottolineando l’importanza di andare contro la fuga dei cervelli all’estero. La principessa RL (la chiameremo così, come ‘Riformatori liberali’ o come la ‘sigla automobilistica internazionale del Libano, fonte Wikipedia) si era subito fatta notare per la sua immensa erudizione a tutto campo sfornando sentenze destinate a fare la storia del panorama socio-culturale del millennio appena iniziato. “Noi siamo cittadini”. “Noi siamo portavoce”. “Noi non incontriamo le parti sociali perché siamo noi le parti sociali” (Principessa, sai cosa sono le parti sociali?) “Siamo disponibili a prenderci le nostre responsabilità come cittadini” (facendo cosa?).

Ma la prerogativa della principessa erano la calma, la convinzione ed il rispetto con cui parlava, degno di un grande statista europeo. A dire il vero un posto di rilievo la nostra RL se l’era guadagnato, un ruolo prestigioso che lei prontamente aveva ‘fatto suo’ con autorevolezza e sapienza deliziando gli astanti con considerazioni filosofiche degne del miglior Montesquieu – come per esempio riguardo la commissione speciale per i debiti con la pubblica amministrazione definita la ‘porcata di fine legislatura’( il meccanismo è obbligato. Ignoranza o malafede? ). Voleva pure convocare gli stati generali ma Prandelli ha storto il naso.

Esternazioni sul “fascismo buono” e quella sull’ ‘aberrante’ articolo 18 (sarà forse un gruppo rap) completano il quadro della principessa capogruppo RL. Alcuni amici avevano tentato di calpestare le doti della principessa, non il suo guru sia chiaro, ricordando che ‘oltre a denunciare la KASTA ed il suo vergognoso operato si potrebbe anche tentare di modificare il paese accettando il dialogo – comunisti! – ricordando che comunque “emendamento per emendamento, decreto per decreto” una decisione, popolare o impopolare, si deve pur prendere – fascisti! – .

La principessa voleva cambiare e nessuno l’ha capito.

L’incantevole Crimi invece ha deciso. Qui si passa all’indicativo presente. Si, lui è uno di poche ma giuste parole: vuole il benestare di Walt Disney Napolitano per la formazione di un governo promettendo le stelle. Un’analisi corretta anzi, di più, sacrosanta: ‘non mi unisco con la KASTA ma, anche se poco democraticamente, punto ad un posto che non mi compete’ – parlano i numeri. Ma tutto in nome del cambiamento e del rinnovamento. Per tentare di convincere Walt Disney Napolitano, più volte incitato a svegliarsi, l’incantevole Crimi con la sua bacchetta magica ha finanche improvvisato un leggero attacco morfeico dentro Topolinia, in provincia di EuroDisney. Gli anime giapponesi della ‘fanciulla magica’ con il mondo di Pippo, Pluto, Clarabella e Basettoni non c’entrano: la ‘KASTA – Disney’ deve essere debellata.  Bisogna un cambio generazionale: si l’incantevole Crimi, si a Sailor Casaleggio; via Maga Bindi Magò, Zio Berlucone e Gargamella Bersani . Ma Gargamella non è della Disney: poco importa. Vale il principio democratico ‘o noi o niente’ basato sul ‘tutti a casa’ e indignazioni per i New troll via internet. Di cui la KASTA segue le orme.

La democrazia delle “parole a casaccio” voleva prendere il sopravvento ed il consenso ma senza limiti: Topolinia deve cambiare. L’incantevole Crimi e RL sono lì per questo. Da vent’anni Gargamella, Zio Berluscone, Maga Bindi Magò (più bella o intelligente?) ripetono le stesse cose. Anche Paperinik, Gastone, Orazio, Davide Mengacci, Walter Zenga, David Lynch, Splinter, Mara Carfagna, Gramsci, Yuri Chechi, Tracy Chapman, Mozart, Don Gallo e Lucio Fontana. Tutti a casa 

Populismo, Qualunquismo e Demagogia. In attacco. Al novantesimo esce Demagogia ed entra Quagliarello, che per poco non è presidente del Senato.

 

Simone Giuffrida

 

 

 

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