Cultura

Antudo, la parola d’ordine del Vespro Siciliano

 

Da Internet

Il Vespro siciliano è, probabilmente, tra gli eventi storici più conosciuti nel mondo occidentale e a ben donde direi visto che non si è mai visto, nella storia di una Nazione, un intero popolo sollevarsi contro i propri colonizzatori e lottare per novant’anni per riottenere e mantenere la propria indipendenza.

Una rivoluzione di siffatta portata non poteva nascere né svilupparsi spontaneamente – anche se la miccia che la innescò fu casuale – ma aveva chiaramente bisogno di un coordinamento e di una organizzazione. Inizialmente uno dei problemi per i congiurati era quello di riconoscersi tra loro senza farsi scoprire dai nemici francesi e dalle loro spie. A tal uopo venne inventata una parola: “ANTUDO”. Essa è in realtà un acronimo, vale a dire una parola formata dall’insieme di lettere o sillabe – come in questo caso – di altre parole.

Infatti, “ANTUDO”, è l’acronimo di “ANimus TUus DOminus” e significa “Il coraggio è il tuo Signore”. A Vespro avvenuto venne scritta anche sulla bandiera giallo-rossa, con al centro la Trinacria. Bandiera nata, con rogito del notaio Benedetto da Palermo, il 3 Aprile 1282, e che diverrà il vessillo di Sicilia. Essa è composta dai colori comunali dei primi due centri che si ribellarono, ossìa il rosso di Palermo e il giallo di Corleone.

Questa parola venne utilizzata durante le rivolte siciliane del 1647, i moti antiborbonici del 1820 e del 1847 e durante la rivoluzione organizzata dal MIS (Movimento per l’Indipendenza della Sicilia), per liberare la Sicilia dalla colonizzazione italiana, negli anni’40 del Novecento. È a tutt’oggi utilizzata dagli indipendentisti. La riscoperta del suo significato, dopo che era andato perso nel corso dei secoli, si deve al Prof. Santi Correnti.

La parola “ANTUDO” tiene insita tutta l’animosità e il senso di libertà che caratterizzò quei momenti. Episodi che si sono ripetuti nella storia della Sicilia, anche se non con le stesse fortune del Vespro, a dimostrazione, però, – a differenza di quanto vogliono subdolamente farci credere – dell’animo indomito degli abitanti di quest’Isola.

 Marcello Russo

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

4 commenti

  1. Sì, è vero Carlo; non è chiaro come il Prof. Correnti sia arrivato a questa interpretazione o perlomeno è sconosciuta a noi due.
    Non è nemmeno chiaro se sostiene che la parola “Antudo” sia presente anche nel rogito notarile, che, se non erro, credo sia conservato a Roma e si potrebbe consultare.
    Da che fonte è tratta il probabile uso del termine “Entendu”? non ne ho mai sentito parlare.

  2. In effetti non è chiara questa interpretazione e quanto sostenuto dal Prof. Correnti …… AN TU DO o AN TU DU Pur essendo rientrato in un ambito indipendentista per alcuni è più verosimile che l’originario termine usato nei vespri siciliani fosse ENTENDU ovvero”ci siamo intesi” …… Ma qui tutto è valido come anche il contrario di tutto …… continuiamo a dirci e dire AN TU DO o
    AN TU DU

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.