Cronaca

La mafia sulle produzioni cinematografiche in Sicilia

I tentacoli della mafia soffocano il cinema siciliano. Dopo aver dilagato, celebrata o condannata, in centinaia di film, contribuendo a creare il triste connubio Sicilia-coppola e luparaCosa nostra adesso ha puntato gli occhi sulle produzioni cinematografiche realizzate in Sicilia.

Lo denuncia Vincenzo Cusimano, direttore di produzione, che ha scritto una lettera al presidente della Regione, Rosario Crocetta, all’assessore al Turismo, Michela Stancheris, e al dirigente della Film Commission, Pietro Di Miceli. L’appello alle istituzioni è stato sottoscritto già da diversi professionisti e operatori del mondo del cinema e dello spettacolo, fra cui Leo Gullotta (primo firmatario), Tony Sperandeo, Luigi Maria Burruano ed Ernesto Maria Ponte.

Si arriva così al grande esodo delle produzioni che scappano a gambe levate dall’Isola perché strette nella morsa dei “bravi ragazzi”. “Da anni in Sicilia – si legge nella petizione – perpetuano attività illecite perpetrate da alcune famiglie mafiose, nei confronti delle produzioni cinematografiche, ma non si è mai affrontato seriamente questo problema. Le produzioni oggi preferiscono altre regioni alla Sicilia, ciò significa milioni di euro che vengono spesi altrove, ed è paradossale, data l’attrattiva che la nostra Isola ha sempre avuto per le produzioni italiane e internazionali”.

Nel mirino dei firmatari anche la Sicilia Film Commission, che invece di attrarre risorse professionali, scoraggia gli investitori. L’ente, lamentano, “eroga finanziamenti tramite appositi bandi, ma questo non risolve il problema, anzi spesso lo complica ancora di più. Si devono attendere due o tre anni per ottenere il contributo dall’assessorato. Una lentezza burocratica che certo non incoraggia a investire nel settore”.

Cusimano, inoltre, per denunciare questo stato di cose, si è rivolto anche alla Commissione antimafia dell’Ars, presieduta da Nello Musumeci, che, a sua volta, ha proposto banca dati regionale “mafia-free” all’assessore Stancheris. Ma anche il regista Giuseppe Tornatore, fiore all’occhiello del cinema siciliano nel mondo, ha denunciato le infiltrazioni di Cosa nostra nei film girati nell’Isola: “Su centinaia di film girati in Sicilia, soltanto una piccolissima parte è prodotta nell’Isola. Si sta commettendo un errore storico, le poche produzioni che arrivano nell’Isola stanno qui alcune settimane e vanno via perché spesso sono costrette a pagare il pizzo”.

Come non ricordare il caso delle riprese di Ocean’s twelve a Scopello? Nei giorni in cui giravano nei pressi della tonnara, nel 2004, alcuni esponenti del clan di Castellammare del Golfo e Alcamo bazzicavano il set, facendo scattare un “muro” di protezione su tutto il cast, George Clooney in testa. Le indagini portarono all’arresto di una ventina di persone, accusate di estorsioni portate a termine nei giorni delle riprese del film.

Fonte SiciliaInformazioni

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