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La cucina di Valentina: Natale tra le famiglie di tutta Italia

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Venticinque dicembre 2012, il mondo sarebbe dovuto finire quattro giorni fa e invece siamo ancora tutti qui. Un altro Natale, un’altra tavola imbandita e una famiglia riunita.

Ore 7, casa Bottero. La padrona di casa, la signora Bartolina sta preparando un’insalata di carne cruda all’albese, peperoni in bagna cauda con salsa a base di olio, aglio e acciughe, acciughe al verde, flan del cardo, tayarin con pancetta, petto d’oca affumicato, agnolotti al plin con sugo d’arrosto, cappone di Morozzo al forno, bue bollito di Carrù con salse, carote e patate al forno. E per finire una mousse di mele, torta di nocciole e zabaione. Ore 12 arriveranno gli ospiti e alle 13.30, dopo un pezzo di ottimo torrone d’Alba, il pranzo sarà finito.

Roma, ore 11, la casalinga Marina, che per la vigilia aveva privilegato il fritto con verdure, baccalà e capitone, per il pranzo di Natale ha scelto di preparare l’abbacchio al forno con patate, cappelletti in brodo, bollito misto e tacchino ripieno e per finire pampepato e pangiallo, un dolce fatto con frutta secca, canditi, farina, miele e cioccolato. Alle 13 arriveranno gli ospiti e dopo un lauto pasto, tante chiacchiere e un giro di amari, tutti andranno a fare un passeggiata per la capitale.

Ore 12, la famiglia Longo sta facendo gli ultimi preparativi, la signora Pina sta apparecchiando la tavola, mentre suo figlio Mario sta preparando salumi e sott’olii per l’antipasto. Il menù di questa famiglia comprenderà, cime di rape stufate, panzerotti fritti con ripieno di mozzarella, pomodoro e formaggio, anguilla arrostita con alloro, baccalà in umido e baccalà fritto, agnello al forno con lambascioni. Come dolci avremo le cartellate, dolci fritti a forma di rosa guarniti con miele o mosto, il torrone e i porcedduzzi, frittelline piccolissime con miele, fichi secchi e pasta di mandorle. Alle 13.30 arriveranno i familiari e comincerà il pranzo che non terminerà prima delle 16, quando gli uomini saranno al quarto giro di amaro e tutta la famiglia comincerà a giocare a carte.

Sicilia, ore 11, la signora Caruso ha deciso di preparare lo sfincione, una pizza a base di cipolla, scacce ragusane, cardi in pastella e gallina in brodo, insalate di arance con aringa e cipolla, agnello al forno, sformato di anellini al forno con ricotta, pasta con le sarde e sarde a beccafico, ripiene di mollica, pinoli, bucce di arance, foglie di alloro e uva passa, carne con pancetta coppata con contorno di sparaceddi e caponata. Per finire i buccellati di Enna, dolci tipici ripieni di fichi secchi, mustazzoli a base di mandorle, cannella e chiodi di garofano e cubba’ita, un torrone di miele con nocciole e mandorle o pistacchi. Alle 14 saranno tutti a tavola e tra primi piatti, golosissimi dolci e Zibibbo di Pantelleria, si arriverà quasi all’ora di cena.

Tra Nord e Sud le differenze sono tantissime, orari, abitudini e menù, ma nessuno rinuncia al Natale. Tutta l’Italia quest’oggi sarà unita da una festività, da una tavola rossa, un centrotavola elegante, vino, spumante e dolci, ma soprattutto da una famiglia stretta intorno al cibo e agli affetti. Il cibo è un momento speciale, che siano cappelletti in brodo, lasagne, cappone o anguilla non importa, l’importante è che abbia il potere di unire le famiglie.

E ovviamente dopo le feste, dieta!

Valentina Molinero

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