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La ‘creazione’ di Crocetta: tutti gli uomini (e le donne) del Presidente

Rosario Crocetta. Foto Internet

I più attenti osservatori e chi conosce bene Rosario Crocetta avevano capito fin dall’inizio che l’ex sindaco di Gela non era uno studioso del manuale Cencelli. Il segnale chiaro era arrivato già in campagna elettorale: Lucia Borsellino assessore alla Sanità.

Nessuna tessere di partito in tasca, un cognome che parla da solo, forse un ingombrante rapporto con il suo predecessore Massimo Russo, la figlia del magistrato ucciso da Cosa Nostra è stata la prima tessera del complesso e variopinto mosaico di governo che non a caso Crocetta ha portato con se per tutta la campagna elettorale, quasi come un monito, una profezia che si avvera.

Dopo la vittoria su Nello Musumeci il governo Crocetta ha preso corpo a suon di colpi di scena, in uno stillicidio di nomi bocciati e di congetture della stampa smentite. Crocetta ha fatto letteralmente rizzare i capelli ai notisti politici e agli esperti del Cencelli che si sono visti andare in fumo tutte le loro accurate previsioni.

E così, dopo un lungo tira e molla è arrivato Franco Battiato. Il cantautore catanese andrà al Turismo anche se gli esperti della Regione stanno studiando per alleggerire la sua delega e consentire all’assessore alle “meccaniche celesti” di occuparsi solamente di grandi eventi, col patto però di non chiamarlo “assessore”.

Poi sono cominciati ad arrivare i tecnici: da Caltanissetta giungono Linda Vancheri, su indicazione di Confindustria, che si occuperà di Attività produttive e il Pm Nicolò Marino che passa dalle indagini su via D’Amelio, Capaci e sull’Addaura all’assessorato all’Energia.

Nell’ultima settimana poi l’accelerazione di Crocetta: messi da parte i vertici coi partiti, fissato il ‘no’ ai deputati in giunta, il Presidente della Regione ha bruciato le tappe per arrivare a questo Sabato con la giunta completa.

Venerdì è stato il giorno chiave: tra la mattina e il pomeriggio arrivano altri due assessori, lo scienziato trapanese Antonio Zichichi, 83 anni suonati, viene nominato assessore ai Beni Culturali, a lui poi si aggiunge quasi un estremo anagrafico con la giovanissima Nelli Scilabra che va al delicatissimo assessorato alla Formazione. Sulla ventinovenne del Pd, già Senatrice accademica dell’Ateneo palermitano e vicinissima all’ex deputato Pino Apprendi, si scatenano le polemiche: “troppo giovane”, “inesperta”, “senza nemmeno una laurea” sono le frasi ricorrenti, poi il malumore dei ras delle preferenze del Pd con Cracolici in testa che twitta: “vediamo quanto durerà questo governo”.

Ma Crocetta non molla e va avanti e sempre nella giornata di Venerdì sfianca il segretario democratico Giuseppe Lupo che da il via libera  ai tecnici di area Pd: Mariella Lo Bello, 55 anni, della Cgil di Agrigento con alle spalle una sfortunata candidatura a sindaco di Agrigento e la benedizione dell’ex presidente della regione Angelo Capodicasa  va all’assessorato al Territorio; all’assessorato al Bilancio va Francesca Basilico D’Amelio, napoletana apprezzatissima nei palazzi del potere romano e in ottimi rapporti con i bersaniani e l’area cislina del Pd, sarà l’anello di congiunzione con il governo Monti; da Messina per la corrente ‘Innovazioni’ del Pd arriva Nino Bartolotta, ex sindaco del comune di Savoca, che va all’assessorato alle Infrastrutture.

Infine il tris tecnico dell’Udc che arriva in extremis nella serata di Venerdì: Dario Cartabellotta, Ester Bonafede e Patrizia Valenti. In questo caso Crocetta non si fa scrupolo di attingere alla vecchia guardia cuffariana tanto che arriva l’inaspettato gradimento di Saverio Romano. Cartabellota e Bonafede infatti sono stati in auge ai tempi d’oro di Totò Cuffaro tanto da correre in diverse competizioni elettorali nelle liste legate all’ex governatore. Cartabellotta è un dirigente regionale a cui già ieri Crocetta aveva affidato l’interim del Turismo e per la sua lunga esperienza da superburocrate all’Agricoltura e all’Istituto Vite e Vino, andrà l’assessorato all’Agricoltura. Ester Bonafede, palermitana, è architetto e sovrintendente dell’Orchestra sinfonica siciliana, in ottimi rapporti con Nino Dina, ricoprirà invece il ruolo di assessore al Lavoro e alla Famiglia. Infine Patrizia Valenti che è stata tra l’altro presidente del Consorzio Autostrade Siciliane, guiderà gli Enti locali.

La creazione di Crocetta è compiuta: 12 assessori di cui 7 donne. E il sesto giorno Rosario da Gela si riposò.

Adriano Frinchi

 

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3 commenti

  1. quale rappresentativa politica occorre per il popolo siciliano? chi crede ancora ai nostri politici? Crocetta realizza il sogno di noi siciliani, togliendo poteri ai politici che ci hanno portato solo sventure

  2. Beh, il caro Crocetta sta proprio cambiando non solo la forma ma anche la sostanza per il “governo” chi sa se la sua debolezza oggettiva, mancanza di una maggioranza, non diventi la sua “forza” per cui fottendosi della rappresentanza dei Partiti, sceglie chi vuole, tanto i rischi che corre quali potrebbero essere? andare ad nuove elezioni. Adesso assisteremo a delle cose mai viste. Vedremo chi sosterrà questo “governo multi tecnico “(forse). Qualc’uno si chiede se forse era meglio, a questo punto, nominare un Commissario per poi trovare condizioni elettorali che consentissero la elezione di un governatore che potesse avere una piu significativa e una maggiore rappresentatività da parte del Popolo Siciliano.

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