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La cardiochirurgia pediatrica Siciliana: Un’attività clinica tutta da rifare con grandi prospettive

E’ in piena ripresa fisica il piccolo guerriero di 12 anni che il 16 ottobre è stato operato all’ISMETT di Palermo, dall’eccellente equipe guidata dal Dott. Michele Pilato, per una complessa patologia cardiaca. La straordinaria notizie arriva propizia in un momento decisionale sul futuro della Cardiochirurgia Pediatrica Siciliana. E’ irrazionale continuare queste importantissime attività in un piccolo ed inadeguato ospedale di provincia, qual’ è quello di Taormina, quando tutta la regione può beneficiare delle cure di altissimo livello di un Centro Sanitario all’avanguardia, come l’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione. Questa considerevole realtà medica, che ha ottenuto importanti riconoscimenti (IRCCS -“Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico”, accreditamento da parte della JCI -“Joint Commission International” e “Bollino Rosa” per il biennio 2014-2015), per caratteristiche organizzative e per i numerosi risultati, comprovati ed apprezzati dalle più importanti organizzazioni scientifiche mondiali, può garantire un rapido inizio delle attività ed una programmazione che non resti sulla carta ma che dia i risultati che noi auspichiamo. L’Ospedale è stato costruito e reso operativo nel tempo record di poco più di tre anni (ma la sua attività era già iniziata in una sede provvisoria); l’Istituto è già sede di un Dipartimento di Cardiochirurgia e vedrà ampliati i suoi spazi, in partnership con l’Ospedale Civico di Palermo, già a partire dai primi mesi del 2016, in funzione del Progetto “Centro Cuore”. Dispone, pertanto, di tutte le costose infrastrutture ed apparecchiature che sono necessarie anche per la cardiochirurgia pediatrica (4 Sale Operatorie moderne, una sala “ibrida” per le procedure interventistiche ad alto rischio, una Sala di Emodinamica, un Reparto di Rianimazione, tutte le diagnostiche radiologiche come Risonanza Magnetica e TAC, un Laboratorio di Analisi, dotazione dell’apparecchiatura “cuore/polmone” ECMO ed un Centro di Simulazione per la formazione e l’addestramento degli operatori sanitari). Con tali considerazioni, riteniamo più appropriato spostare a Palermo, in tempi brevi, l’attività Cardiochirurgica Pediatrica. L’area metropolitana di Palermo è la zona della Sicilia ove avvengono il maggior numero di parti (circa 14.000/anno, quasi 1/3 del totale isolano). Ogni anno nell’Isola nascono circa 500 bimbi con Cardiopatie Congenite di diversa entità (dati forniti dalla II Assemblea Regionale Siciliana per il “Buon Cuore” del 26/01/2013) di cui oltre 1/3 devono essere sottoposti a procedure chirurgiche o interventistiche entro il primo anno vita mentre, il 15% in epoca neonatale. La vicinanza ed i collegamenti fra il centro nascita ed il centro di assistenza cardiologica di III° livello sono degli elementi che hanno un peso significativo in un contesto di emergenza/urgenza.

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Un Commento

  1. Un’altra mancanza assistenziale molto grave è che l’assistenza di III° livello agli adulti (dopo i 18 anni) con cardiopatia congenita (riconosciuti con la sigla internazionale – GUCH – “Growing Up Congenital Heart”) è stata azzerata. Si stima che questi pazienti siano in Sicilia oltre 12.000. Di essi circa la metà presenta patologie di complessità medio/grave che, in base a tutte le linee guida internazionali, necessitano di un regolare follow–up presso Centri altamente specializzati. Prima della stipula della Convenzione, il Centro di Taormina e quello dell’ARNAS/Civico offrivano un’assistenza di III° livello a questi pazienti. La chiusura del reparto di Palermo e l’indisponibilità del reparto di Taormina ad occuparsi delle problematiche dei GUCH, hanno di fatto azzerato la specifica assistenza, per cui, quando devono essere sottoposti, per esempio, ad un cateterismo cardiaco o ad un intervento cardiochirurgico sono obbligati a recarsi al di fuori della Sicilia. Il problema diventa particolarmente critico quando l’intervento deve essere assicurato in urgenza.

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