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La Cardiochirurgia Pediatrica Siciliana non è un problema politico

CardioRiceviamo e pubblichiamo integralmente.

L’annosa problematica del Reparto di Cardiochirurgia Pediatrica Siciliana si è tramutata in una vergognosa e squallida “questione” politica per un deformato impegno di coloro, che dopo 6 lunghi anni, si svegliano da un compiaciuto silenzio solo per mettere in bella mostra un interesse “pseudo” altruistico con un “retrogusto” che ha il sapore sgradevole di campagna elettorale.

Nel 2010 fu deciso lo scellerato trasferimento dell’esistente ed attivo Reparto che era stato realizzato presso l’ARNAS\Civico di Palermo dal Prof. Carlo Marcelletti, con l’impegno e l’abnegazione di bravissimi medici e paramedici. Allora come oggi, fu incomprensibile lo smantellamento dal più grande ospedale della Sicilia verso il Presidio provinciale Ospedaliero “S. Vincenzo” di Taormina, dove erano e sono manchevoli tutti i Reparti Pediatrici di supporto ad una attività di eccellenza medica di 3° Livello.

Il coordinamento clinico fu affidato, in convenzione, ai Bravissimi Medici dell’Ospedale Pediatrico “Bambino Gesù” di Roma che sono stati “costretti” e “mortificati” ad espletare la loro indiscussa e comprovata professionalità in un nosocomio manchevole di requisiti, anche logistici, necessari ed obbligatori per garantire la salute dei piccoli cardiopatici che devono essere sottoposti a delicatissime procedure interventistiche invasive.

Sono stati spesi tanti soldi (11milioni di euro) per rifare il “trucco” ad un reparto che rimarrà sempre decentrato e privo dei dipartimenti pediatrici che sono inscindibili per una seria attività di cardiochirurgia, che oltretutto, è stato avviato in fase temporanea (Decreto del 3 maggio 2010 nr. 1188), in attesa di essere ritrasferito nel capoluogo siciliano che non è mai stato manchevole di idonee specialità medico-infantili.

E’ stata consumata un’assurdità sanitaria per oscuri interessi, soprattutto, perché questa grave situazione era ed è ben conosciuta a tutti!! Purtroppo nessuno può avvalorare il contrario, perché dichiarerebbe delle falsità che andrebbero ad aggravare la difficile situazione che è stata creata senza cognizione di causa e con discutibili benefici per la sanità della Sicilia.

E’ giunto il momento di fare una doverosa e seria riflessione, evitando assurdi campanilismi e lotte di divisioni che vanno contro le indicazioni della comunità scientifica, che raccomandano di inserire la Cardiochirurgia Pediatrica in Centri Ospedalieri metropolitani.

Chi dovrà decidere, per il futuro assistenziale di tanti bambini e giovani sofferenti cardiopatici, sia onesto con la propria coscienza e non sia promotore di dannosi compromessi, per non essere complice consapevole di eventi fatali e spiacevoli.

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