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L’Avvocato del Martedì_ SUCCESSIONE: GLI ADEMPIMENTI DEGLI EREDI

Avv. Francesca Paola Quartararo
               Avv. Francesca Paola Quartararo

(di Francesca Paola Quartararo) Con la morte del de cuius, si apre la successione ereditaria.

La successione rappresenta il passaggio generazionale del patrimonio (attivo e passivo) da un soggetto ad uno e/o ad altri soggetti.

L’erede per aprire la successione cosa deve fare?

L’erede e/o gli eredi, entro le prime 24 ore dal decesso dovranno presentare la denuncia di morte presso l’Ufficio dello Stato Civile del Comune di appartenenza e, successivamente dovranno rivolgersi presso l’Ufficio dello Stato civile per l’avvio delle pratiche cimiteriali.

La dichiarazione di successione: gli eredi devono necessariamente effettuare la dichiarazione, presso l’Agenzia delle Entrate, deve essere presentata entro dodici mesi dalla data di apertura della successione e sottoscritta da almeno uno degli obbligati o da un suo rappresentante negoziale.

Chi deve presentare la dichiarazione di successione?

I soggetti tenuti alla presentazione della dichiarazione di successione ed al pagamento delle imposte collegate sono:

  • Gli eredi (per legge o per testamento);
  • I legatari (quei soggetti che subentrano nei diritti solo su un singolo bene immobile e non partecipano all’eredità complessiva), ovvero i loro rappresentanti legali;
  • Gli immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta;
  • Gli amministratori dell’eredità;
  • I curatori dell’eredità giacente;
  • Gli esecutori testamentari;
  • I trust.

Cosa succede una volta presentata la dichiarazione di successione?

L’Agenzia dell’Entrate liquida l’imposta di successione e, notifica quindi agli eredi ed agli altri soggetti interessati l’avviso di liquidazione entro 3 anni dalla data di presentazione della dichiarazione di successione. Pertanto, tutti gli eredi sono obbligati a pagare l’intera imposta complessivamente dovuta da loro e dagli altri, sia per la parte attinente all’asse globale sia per quella relativa alle singole quote.  Il fisco può chiedere il pagamento integrale a ciascuno di loro, ragion per cui se uno degli eredi non dovesse pagare la propria quota, gli altri saranno al sicuro da eventuali azione esecutive di riscossione esattoriale. Per i legati, invece, devono pagare l’imposta individualmente in misura proporzionale al valore del legato, in rapporto alla base dell’imponibile globale della successione. 

La dichiarazione di successione va sempre presentata?

Non sempre, difatti, in alcuni casi  gli eredi ed i legatari possono essere esentati.

L’esenzione si ha allorquando:

  • I soggetti che presentano la rinuncia all’eredità (o al legato);
  • Il coniuge e/o il figlio e/o genitore e/o altri parenti in linea retta se l’eredità ha un valore non superiore ad € 25.822,84 e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari (come usufrutto, servitù, abitazione, superficie ecc…);
  • Per chi accetta l’eredità con beneficio di inventario.

Quali sono i beni a cui si applica l’imposta di successione?

I beni che rientrano nell’attivo ereditario (per attivo ereditario si intende la somma dei valori attribuiti dall’erede) e vanno a pesare sul calcolo delle imposte sono i seguenti:

  • Rendite e pensioni;
  • Crediti;
  • Beni immobili e diritti reali immobiliari;
  • Aziende, navi e aeromobili;
  • Azioni e obbligazioni, titoli, quote sociali;
  • Altri beni come denaro, gioielli, e mobili per un importo pari al 10% del valore globale netto imponibile dell’asse ereditario. 

Quali sono i beni esclusi dalle imposte di successione?

La legge prevede che alcuni beni siano esclusi da imposte si successione:

  • I titoli di debito pubblico: fra i quali si intendono compresi i Buoni Ordinari del Tesoro, i Certificati di Credito del Tesoro ed i Buoni del Tesoro Poliennali;
  • Gli altri Titolo di Credito o equiparati, nonché ogni altro bene o diritto, dichiarati esenti d’imposta da norme di legge;
  • Aziende familiari e partecipazioni sociali: l’imposta di successione non si applica in caso di eredità o legato a favore di discendenti aventi ad oggetto aziende o rami di esse, quote sociali e azioni.
  • L’indennità di fine rapporto (art. 1751 c.c.) e le altre indennità spettanti per diritto proprio agli eredi in forza di assicurazioni previdenziali obbligatorie o stipulate dal defunto;
  • Beni culturali sottoposti a vincolo culturale previsto dalle leggi in materia, anteriore all’apertura della successione e se siano stati assolti i conseguenti obblighi di conservazione e protezione.
  • I crediti verso lo Stato, gli enti pubblici territoriali e gli enti pubblici che gestiscono forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, compresi quelli per il rimborso di imposte o contributi;
  • I veicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico, che sono sottoposti a tassazione separata con l’intestazione al P.R.A. a nome degli eredi.

Chi omette di presentare la dichiarazione di successione è punito?

Assolutamente Si. Chi omette di presentare la dichiarazione di successione è punito con una sanzione amministrativa dal 120 al 240 % dell’imposta liquidata. Se non è dovuta imposta si applica la sanzione amministrativa da € 250,00 a 1.000,0010.

  • Se la dichiarazione è presentata con ritardo non superiore a 30 giorni si applica la sanzione amministrativa dal 60 al 120% dell’imposta liquidata e se non è dovuta imposta si applica la sanzione amministrativa da € 150,00 a 500,00.
  • Se si presenta una dichiarazione di successione incompleta o infedele è punto con una sanzione dal 100 al 200% della differenza di imposta.

Scrivete nella sezione contatti del sito www.avvocatoquartararo.eu per qualsiasi dubbio o perplessità, l’Avv. Francesca Paola Quartararo sarà pronta a risponderVi.

 

 

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