Economia & Lavoro

Italia: un paese per vecchi, ma i giovani non si arrendono

Italia: paese per vecchi, foto internet

C’era una volta un paese che si chiamava Italia, aveva in passato vissuto momenti d’oro, aveva conquistato il mondo grazie all’Impero Romano ma inspiegabilmente, ad un certo punto della sua storia, questo Stato aveva vissuto un grande decadimento. Sicuramente a questo momento buio avevano contribuito scelte sbagliate, vertici politici discutibili e ovviamente crisi mondiali ma, oltre a tutti questi motivi, un altro sembra molto rilevante, L’Italia era diventato un paese di vecchi.

Uno stato in cui i vecchi sono più dei giovani, ogni importante istituzione è retta da uomini vecchi, la politica è fatta da vecchi, uno stato che non ha futuro. Proprio per questo motivo è ora di cambiare e il cambiamento dovrebbe essere radicale e partire dal basso. L’Italia è un paese meraviglioso e in particolare il sud è ricco di storia, cultura e paesaggi straordinari ma è anche poco sfruttato, dovrebbe essere rivalutato e purtroppo non sempre lo stato aiuta le piccole realtà.

Pochi giorni fa è stata resa nota la nuova classifica sulla qualità della vita nelle città italiane e i risultati non sono stati per nulla entusiasmanti, Bolzano è al primo posto, come era stato già nel 1995, nel 2001 e nel 2010. L’ultimo posto in classifica è invece occupato da Taranto, la città pugliese che sembra in decadenza soprattutto per la questione dell’Ilva .

Quello che è più evidente in questa classifica è la spaccatura tra nord e sud. Le città del nord sono ai primi posti, con Lodi, la peggiore, che è al 69esimo posto. Le città del Sud sono invece in fondo alla classifica. Napoli 106esimoposto, Caltanissetta 105°, Brindisi 104°, Trapani 103°, Vibo Valentia 102°, Foggia 101°, Bari 100°, Palermo 99°, Caserta 98°. Insomma, le ultime posizioni sono tutte per il Sud.

La classifica ci mostra anche come nei piccoli centri si viva meglio che nelle grandi città. Dall’ottantesimo posto in poi troviamo tutto il Sud, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. La realtà è che ormai da anni nessuno si interessa più del Sud del Paese, manca una politica di rilancio effettivo. La soluzione, per quanto difficile da intravedere, potrebbe essere solo una, i giovani. Il nostro paese è fatto da vecchi è vero, ma i giovani esistono e dovrebbero muoversi, dovrebbero agire, dovrebbero pretendere e lavorare per un ricambio generazionale.

I giovani ed in particolare i giovani del Sud sono chiamati a reagire, rendendosi protagonisti di un vero progetto unificante partendo dallo sviluppo dei loro territori. Questo ricambio generazionale, questa voglia di cambiamento e gioventù, in molte città si sta cominciando a intravedere, piccole realtà stanno mostrando la loro voglia di uscire, di cambiare volto alle città e di cambiare l’Italia. Ad esempio in Puglia, nella provincia di Foggia, una piccola cittadina di nome Lucera ha dato inizio a un progetto davvero interessante, un movimento tutto fatto da giovani denominato Lucera 2.0.

Secondo quanto dichiarano i partecipanti nel loro manifesto: “Consapevole della disperata situazione in cui versa la città, lontano e libero dalle logiche del passato, deciso a rifiutare l’offerta di quel “biglietto di sola andata per un altro posto nel mondo”, un gruppo di giovani lucerini ha deciso di impegnarsi per smentire la prima frase di questo stesso scritto. Ha deciso di provare a rompere la corazza di indifferenza e rassegnazione che avvolge gran parte delle persone della propria generazione. Questo gruppo intende inaugurare una nuova stagione di impegno civile e di partecipazione. Si propone quale collettore attorno a cui aggregare giovani talenti, vivaci intelligenze, energie vive e idee nuove da mettere al servizio di un Progetto di ri-fondazione del “Sistema Città” orientato al modello delle Smart Cities europee”. Una città in situazioni difficoltose, con problemi organizzativi, geografici, politici, in cui per decisioni nazionali e regionali è stato ridimensionato l’Ospedale, chiuso il Tribunale, chiusa l’Agenzia delle Entrate, una cittadina che stava scomparendo ha deciso, attraverso i suoi giovani, di rialzarsi o almeno di provare a farlo.

Ovviamente si potrebbero fare molti esempi di questo genere, piccole realtà che cercano di tirare avanti grazie a idee nuove e a giovani menti. Ad esempio ad aprile è nato in Calabria un ecovillaggio, l’idea è partita da due sorelle che, dopo aver fondato in Toscana un altro eco villaggio, hanno deciso di tornare nella loro Calabria e fondare il Rays a Sud – Montestella. Situato tra i 1000 e i 1300 metri d’altezza ai piedi della Sila, vi crescono rigogliosi i castagni e alberi da frutto e una sorgente assicura l’acqua tutto l’anno. Per questo motivo le due ragazze hanno deciso di creare un orto sinergico ed hanno in mente di proseguire i lavori sotto la guida della permacultura. Hanno aperto un laboratorio “La Bottega delle Arti e dei Mestieri” in un piccolo paese nei pressi del terreno e promuovono laboratori sull’apprendimento di ceramica, ricamo all’uncinetto, tessitura al telaio, si occupano della diffusione della cultura musicale tradizionale e dell’educazione ambientale, in particolare relativa alla flora e alla fauna locali.

Questi due esempi ci mostrano come il cambiamento può arrivare, l’importante è impegnarsi per far nascere qualcosa di nuovo.

Valentina Molinero

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