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Istat: la disoccupazione aumenterà ancora nel 2013

(foto internet)

Nei mesi scorsi, il premier Mario Monti aveva previsto per la seconda metà del 2013 l’uscita dell’Italia dalla crisi. Eppure le stime dell’Istat relative all’anno venturo sono tutt’altro che ottimistiche. La disoccupazione toccherà infatti l’11,4 %, mentre il PIL scenderà dello 0,5 %.

Mentre nella prima metà del 2012 si è registrata una sostanziale tenuta del livello occupazionale, la situazione è gradualmente peggiorata da Settembre in poi, con effetti consequenziali che si riverseranno inevitabilmente il prossimo anno. Infatti, il calo di input di lavoro dello 0,5 % del 2013 seguirebbe una diminuzione degli stessi che ha toccato l’1,2 % durante questi mesi. Tuttavia, le previsioni per il futuro non vanno lette in un’ottica totalmente negativa, in quanto le retribuzioni per dipendente subiranno un aumento, seppur lieve (da 0,9 a 1 %) mentre la produttività del lavoro tenderà a stabilizzarsi dopo essere incrementata quest’anno, rispetto al 2011.

I dati dell’Istat, precisa comunque l’Istituto, dipendono anche da eventuali modifiche al Patto di Stabilità, ancora in discussione tra Palazzo Chigi e il Parlamento. I provvedimenti che incideranno maggiormente sulle future conseguenze economiche del paese sono, chiaramente, quelli inerenti all‘Iva e all‘Irpef. Ad esempio, scrive il Sole 24 ore, “un intervento sull’Iva limitato all’aliquota ordinaria, accompagnato da misure di riduzione del cuneo fiscale sarebbe un fattore di rischio previsivo ‘al rialzo’ in quanto rappresenterebbe uno stimolo per l’occupazione e per la riduzione dell’inflazione rispetto ai risultati dello scenario di previsione”.

I dati per il 2013 presentano comunque un panorama particolarmente nefasto per quanto concerne il mercato del lavoro, in netto ‘deterioramento’, e un ulteriore calo dei redditi e dei consumi. Le famiglie, per far fronte al progressivo alleggerimento delle risorse, determinerebbero, infatti, una diminuzione della spesa dei consumatori che toccherebbe lo 0,7 %.

Il quadro disegnato dall’Istat conferma comunque quei sospetti per cui, a un’uscita formale dalla crisi, non corrisponderanno effetti di miglioramento della situazione economica dei cittadini, almeno per quanto riguarda il breve termine.

Andrea Cumbo

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