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“Inesistenza” della notifica tramite posta privata. Nulla intimazione di 62.000 €. A rischio gli atti dell’Agente della Riscossione

Prof. Avv. Angelo Cuva

(riceviamo e pubblichiamo integralmente) Prof. Avv. Angelo Cuva: la Commissione Tributaria Provinciale di Palermo, sez.2, si è pronunciata sulla rilevante questione relativa alla notifica degli atti giudiziari tramite il servizio postale privato che riguarda numerosissimi atti tributari.

La CTP, con la recentissima sentenza del 16 novembre 2018 (n. 5227/18), ha accolto il ricorso presentato avverso una intimazione di pagamento notificata da Riscossione Sicilia ad una contribuente della provincia di Palermo con la quale le veniva richiesto il pagamento di €. 62.000 per una serie di cartelle di pagamento ( Irpef, tassa automobilistica, etc..).

I giudici di primo grado anno accolto il motivo preliminare da me formulato nel ricorso introduttivo in base al quale si è eccepita l’inesistenza della notifica dell’intimazione di pagamento per violazione della L. 20.11.1982 n.890 e cioè perche l’agente della Riscossione per la notifica dell’atto impugnato si è avvalso della Società di posta privata “NEXIVE”. La Commissione tributaria ha affermato che “le notifiche degli atti giudiziari, compresi quelli tributari, e le relative cominicazioni connesse, devono essere effettuate mediante Poste italiane SpA, anche alla luce delle disposizioni della recente norma sulla concorrenza, la legge n. 124/2017.

Questa infatti non essendo interpretativa non può avere effetto retroattivo”. Con tale importante pronuncia che riguarda numerosissimi atti notificati dall’Agente della Riscossione, hanno condiviso l’orientamento giurisprudenziale della Corte di Cassazione, da noi richiamato, per il quale la notifica della cartella di pagamento per il tramite di società di poste private non determina semplicemente la nullità della notifica, bensì la sua inesistenza giuridica.

Sul punto, in particolare, abbiamo richiamato le sentenze di legittimità per le quali “in tema di contenzioso tributario, la notifica a mezzo posta del ricorso introduttivo del giudizio tributario effettuata mediante un servizio gestito da un licenziatario privato deve ritenersi inesistente, e come tale non suscettibile di sanatoria, atteso che il D.Lgs. n. 261 del 1999, art. 4, comma 1, lett. a), che ha liberalizzato i servizi postali, stabilisce che per esigenze di ordine pubblico sono comunque affidati in via esclusiva alle Poste Italiane s.p.a. le notificazioni a mezzo posta degli atti giudiziari di cui alla L. n. 890 del 1982 , tra cui vanno annoverate quelle degli atti tributari sostanziali e processuali” (Cass. ord. n. 19467/16, 23887/17, Cass. sez. un. 13452/17). In base a tale interpretazione, poichè nel caso in esame Riscossione Sicilia si è avvalsa di una agenzia di poste private, la notifica è stata considerata giuridicamente inesistente.

La Commissione, nell’accogliere il ricorso assorbendo gli altri motivi, ha condannato l’Agente della Riscossione al pagamento delle spese di giudizio.

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