Cronaca

Inchiesta su petrolchimico di Gela: depone malato terminale

Petrolchimico di Gela, foto internet

Un ex operaio 65enne dell’impianto Clorosoda del petrolchimico dell’Eni, definito dai medici ‘malato terminale‘ per patologie che potrebbero essere state causate dalle sostanze manipolate nel ciclo produttivo, e’ stato interrogato stamani davanti al gip del tribunale di Gela, Lirio Conti, nel corso di un incidente probatorio.

La deposizione del dipendente, resa davanti ad accusa e difesa (non ripetibile per ovvi motivi di salute) ha assunto il valore di prova che verra’ portata a dibattimento dal pubblico ministero. La procura della Repubblica, diretta da Lucia Lotti, sta indagando su 12 morti sospette avvenute dal 1996 ad oggi tra i 117 dipendenti dello stesso reparto. Fra quelli ancora in vita, molti risultano colpiti da gravi patologie respiratorie, linfatiche e tumorali.

I consulenti tecnici d’ufficio (Ctu) hanno proposto e ottenuto di effettuare esami autoptici sui resti dei dipendenti deceduti, che saranno presto esumati, e di sottoporre ad accertamenti medici e strumentali, multidisciplinari, gli ex dipendenti del Clorosoda, a partire dal 23 gennaio, presso la clinica universitaria del Sacro Cuore (il policlinico Gemelli) a Roma.

Diciassette le persone iscritte nel registro degli indagati. Si tratta di dieci direttori di stabilimento e di sette tecnici della sicurezza interna, che si sono succeduti dal 1969 al 1998 (dall’inizio della costruzione dell’impianto alla sua chiusura e alla bonifica del sito) ritenuti responsabili a vario titolo di omicidio colposo e lesioni personali gravi. Il sindaco di Gela, Angelo Fasulo (Pd), ha confermato la costituzione di parte civile del Comune nel costituendo procedimento giudiziario, cosi’ come fara’ la Regione Sicilia, il cui presidente, Rosario Crocetta, ha dato mandato all’ufficio legale di avviare la relativa procedura.

Fonte ANSA

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