Cronaca

Incendio a Bellolampo, Orlando: “Accerteremo responsabilità”

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando (foto di Marco Cirincione)

Chi, nel tardo pomeriggio di ieri, ha percorso via Leonardo da Vinci in direzione Borgo Nuovo, a Palermo, ha inevitabilmente incrociato almeno due colonne di fumo: una proveniente dal rilievo che sovrasta il quartiere popolare e l’altra proveniente dalla griglia dello stigghiolaro che staziona a poche decine di metri dalla confluenza con via Castellana.

Se i palermitani a quest’ultimo odore sono abituati e nella maggior parte dei casi risulta gradito, nel primo caso i miasmi provenienti dall’incendio che da parecchi giorni interessa la discarica di Bellolampo stanno esasperando i residenti delle zone a ridosso di essa. Quest’ultimo tema è stato oggetto ieri del confronto tra il sindaco Leoluca Orlando (affiancato da membri dell’amministrazione comunale nonché da tecnici e dirigenti degli enti coinvolti nella vicenda) e i cittadini di Borgo Nuovo, zona tra le più esposte alle conseguenze del rogo, presso i locali del centro sociale di piazza S. Cristina.

Il dibattito si è aperto con la lettura di un comunicato emesso dalla V circoscrizione (di cui fa parte Borgo Nuovo) dove si sollecita l’Amministrazione ad operare per la tutela della salute pubblica, per verificare la presenza o meno del dolo, per avere dati chiari sulla qualità dell’ambiente.

Orlando ha colto la palla al balzo e ha rilanciato: “L’Amministrazione sta lavorando di concerto con la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, i tecnici dell’Arpa per gestire la situazione a Bellolampo. Voglio sottolineare che– ha proseguito il primo cittadino, supportato dall’intervento di Salvatore Cocina, commissario straordinario di Arpa Sicilia – dall’analisi dei dati rilevati nei primi giorni in cui si è sviluppato l’incendio, non è emerso alcun elemento che giustifichi possibili allarmismi”.

Il sindaco prosegue lanciando dure accuse a coloro che avrebbero appiccato i roghi e non risparmiando frecciatine, più o meno velate, alla vecchia amministrazione cittadina e agli attuali commissari straordinari dell’Amia: “Mi prendo la responsabilità di affermare con sicurezza che l’incendio è di natura dolosa, dietro la regia occulta della criminalità organizzata. Questo grave episodio ci spinge anche a considerare ancora una volta la gestione della discarica, le sue criticità, gli errori di chi ha governato in passato e le perplessità che suscitano alcune nomine”.

I cittadini che hanno preso parte al dibattito hanno espresso il desiderio di ottenere più trasparenza e maggiore chiarezza nelle informazioni e un piano di gestione dei rifiuti sostenibile, opponendosi alla realizzazione di nuove opere all’interno della discarica (come la costruzione della sesta vasca) ma soprattutto chiedendo a gran voce la chiusura di Bellolampo, visto ormai dai residenti come un ecomostro che minaccia la salute dei cittadini.

La replica di Orlando ha fatto luce su questi punti: “Sono stati sbloccati 59 milioni di euro di fondi FAS per interventi da effettuare in discarica. Sulla gestione del sistema dei rifiuti, l’obiettivo è puntare sulla raccolta differenziata che, nel nostro programma, dovrà giungere al 20%. L’allarme diossina? Nessuno ha mai negato che non ci fosse. Ma dalle analisi effettuate nei primi giorni, risulta presente in quantità minime, sotto la soglia di rischio. Domani (oggi per chi legge, ndr) avremo dati aggiornati sul livello di concentrazione di questa sostanza tossica e di altri componenti”.

La speranza di Borgo Nuovo e delle altre aree interessate è di veder sparire al più presto queste colonne di fumo. Escluse quelle dello stigghiolaro naturalmente.

Marco Cirincione

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