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In Sicilia aria fuorilegge: esposto in Procura ed alla UE

In Sicilia e a Palermo c’e una grave violazione di legge sulla rete di monitoraggio dell’aria e sulla mancata adozione del piano risanamento aria. Per questo i Verdi oggi, in conferenza stampa, hanno presentato un esposto alla Procura della repubblica di Palermo e all’Unione Europea per le violazione affinché si  indaghi sulla Regione Siciliana.

I cittadini siciliani non sanno cosa respirano, cosa mangiano e perché si ammalano nelle zone più inquinate come ad esempio Milazzo, Priolo e Gela. L’assenza di una rete di monitoraggio che misuri tutti gli inquinanti previsti dalla legge, come IPa, Diossine, BENZOAPIRENE , polveri sottili, è un fatto gravissimo che viola le disposizioni  comunitarie e nazionali. Ma non finisce qua. La Regione Siciliana non ha un piano di risanamento dell’aria, unica regione in Italia, e spiace che il presidente Crocetta, che è stato europarlamentare, non abbia provveduto a fare in modo che la regione da lui guidata rispettasse le direttive europee. Questa situazione crea gravi zone di ombra dove chi inquina potrebbe avvantaggiarsi.

La Regione Siciliana non garantisce adeguata pubblicità alla popolazione  sui livelli di inquinamento come la convezione di Aarhus prevede. Chiediamo, pertanto, alla Procura di Palermo di aprire un ‘indagine anche per sapere come sono stati spesi soldi per le bonifiche in regione. All’UE chiediamo l’apertura di un’indagine per far rispettare le direttive europee sulla qualità dell’aria . Al sindaco di Palermo ricordiamo che è il che responsabile della salute pubblica  e che, nella rete comunale di monitoraggio dell’aria, buona parte di inquinanti non sono rilevabili e classificati come n.d ( non disponibili ) e la stessa rete di monitoraggio non è conforme alla normativa nazionale ovvero la dlgs 155/2010.

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