CronacaPrimo Piano

Ilva: il decreto, approvato al Senato, diventa legge

Senato della Repubblica (foto internet)

Solo tre giorni fa, il decreto Ilva era stato approvato dalla Camera con 421 sì, 21 no e 49 astensioni, passando così al Senato per una seconda approvazione. Ieri sera c’è stata quest’ultima votazione e il decreto, con 217 voti favorevoli, 10 voti contrari e 18 astensioni, è diventato legge.

La scelta del decreto è stata fatta dal Governo per mettere in sicurezza l’applicazione dell’Autorizzazione integrata ambientale che il ministero ha rilasciato all’Ilva il 26 ottobre e dare forza di legge alle prescrizioni che obbligano l’Ilva al risanamento degli impianti. Il successivo emendamento del Governo ha poi affrontato anche l’aspetto delle merci sequestrate.

Col via libera del Senato si chiude un capitolo della vicenda Ilva, adesso resta aperta la questione giudiziaria. La Procura di Taranto solleverà, infatti, alla Corte Costituzionale il conflitto di attribuzione e aspettava proprio l’ok definitivo al decreto per compiere questa mossa. Nel frattempo Bruno Ferrante, presidente del Cda dell’azienda, nel discorso natalizio ha auspicato un futuro più sereno per l’industria e i suoi dipendenti. “Abbiamo vissuto un anno veramente difficile, complesso, fatto di ansie e di preoccupazioni. Sono accaduti fatti straordinari e mi riferisco – ha detto Ferrante – anche al gravissimo tornado che si è abbattuto su questo stabilimento. Durante quest’anno ci sono stati momenti di autentico dolore: due giovani vite sono state perdute”.

“Ma vorrei ricordare anche – ha aggiunto – alcune persone che, ancora oggi dopo diversi mesi, sono prive della libertà personale. Vorrei dedicare un pensiero rispettoso anche a loro”.

Nonostante i toni si siano calmati e la situazione sembra giungere a una conclusione, per gli operai i problemi non sono ancora finiti: oggi, infatti, non hanno ricevuto la tredicesima. Ragioni burocratiche dilateranno il pagamento addirittura al 27 dicembre e ovviamente per gli operai questa è l’ennesima delusione, anche a causa delle scadenze di mutui e prestiti.

Ma le brutte notizie non finiscono qui: gli impiegati quest’anno non riceveranno neanche il classico panettone donato alla vigilia, l’azienda rinuncerà anche a quello. Il Gruppo Riva ieri ha comunicato alle segreterie di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm l’aumento dei numeri della cassa integrazione, dai 2 mila previsti inizialmente, ora sono 2400 i lavoratori spalmati su tre procedure aperte per crisi, calamità naturale e cassa in deroga nell’area a freddo.

La situazione è davvero drammatica, molto più di quanto si potesse immaginare.

Tags
Moltra altro

Articoli Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.