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Ilva di Taranto, richiesta di risarcimento per le vittime

Ilva di Taranto

Mentre i custodi giudiziari, insieme ai tecnici della Procura della Repubblica di Taranto, bocciavano il piano dell’Ilva per migliorare l’impatto ambientale e tutti attendevamo il parere del gip Patrizia Todisco, che doveva pronunciarsi e far conoscere il suo verdetto, sul fronte giudiziario è iniziata una class action contro la fabbrica non solo per danni ma anche per omicidio.

Infatti Giuseppe Lecce, avvocato tarantino, ha presentato ieri – sabato 23 settembre – queste accuse contro lo stabilimento e ha convinto le vittime dell’inquinamento a costituirsi in giudizio contro l’Ilva, come aveva consigliato qualche tempo fa il leader dei Verdi, Angelo Bonelli.

Lecce ha dichiarato: “Nelle motivazioni del tribunale del riesame vi è un passaggio molto interessante dal quale emerge in modo inequivocabile come i legali rappresentanti dell’Ilva fossero pienamente consapevoli che l’attività produttiva nel suo complesso e la sua organizzazione di mezzi e tecniche fosse esercitata in piena violazione delle leggi in materia di sicurezza ed inquinamento”.

“Secondo noi – ha aggiunto il legale – l’Ilva avrebbe coscientemente risparmiato sulla sicurezza degli impianti omettendo di apprestare o predisporre dispositivi tali da contenere entro i limiti previsti l’emissione di gas, fumi, polveri ed esalazioni e quindi ha inquinato con la consapevolezza che tale attività industriale avrebbe potuto cagionare la morte sia dei lavoratori che dell’intera collettività”.

A quanto pare non solo i lavoratori dell’azienda e i loro familiari hanno contratto malattie e sono decedute per patologie legate all’inquinamento, ma anche cittadini che si trovano nell’area di passaggio del nastro trasportatori dell’Ilva. Per questo motivo Lecce ha reso noto l’invio, tramite fax al tribunale di Taranto, dell’esposto per l’azione collettiva, che consentirebbe pretese risarcitorie nei confronti di tutti i soggetti interessati.

Valentina Molinero

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