Cronaca

Ilva: chiusura dello stabilimento e sciopero di 24 ore

Ilva. Foto Internet

Ormai lo sappiamo tutti, l’Ilva di Taranto sta vivendo momenti davvero tragici, dopo i sette arresti di ieri tra dirigenti e politici, gli avvisi di garanzia per il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante e per il direttore Adolfo Buffo, la latitanza di Fabio Riva, vicepresidente e amministratore delegato dell’azienda, ieri sera è arrivata anche la chiusura definitiva dello stabilimento.

Stamane, in concomitanza con il primo turno, diverse centinaia di persone recatesi in azienda per lavorare hanno trovato i loro badge disattivati e, dopo aver fatto pressione sugli ingressi della portinerie A e B , sono riusciti ad entrare e hanno cominciato una protesta.

Lo sciopero proclamato da Fim, Fiom e Uilm allo stabilimento tarantino è iniziato questa mattina alle 7 e dovrebbe durare almeno 24 ore ma potrebbe proseguire ad oltranza. Davanti alle portinerie sono in atto sit-in di lavoratori, domani si terrà il consiglio di amministrazione dell’Ilva ed è confermato, sempre per domani, l’incontro tra azienda e sindacati, già programmato per discutere della cassa integrazione annunciata per 1.942 dipendenti, prima della nuova bufera giudiziaria.

Per giovedì è fissato invece un incontro tra governo, sindacati ed enti locali a Palazzo Chigi. Dal canto suo il ministro Clini ha dichiarato: ”Siccome e’ evidente che l’obiettivo, anche della procura tarantina, e’ di bloccare l’attuazione dell’Aia e di arrivare alla chiusura dello stabilimento, stanno cercando di creare le condizioni per cui l’Autorizzazione non sia applicabile. Questo non è legale, si sta creando un ostacolo al rispetto della legge. Per questo stiamo andando avanti, per impedire che si crei una situazione in cui non si rispetta la legge”.

La chiusura dello stabilimento Tarantino ovviamente non ha portato problemi solo ai 5mila lavoratori pugliesi ma nel giro di pochi giorni interesserà anche i lavoratori di Genova, Novi Ligure, Racconigi, Marghera e Patrica. Nel frattempo non è facile neanche la posizione del presidente della regione Puglia, Vendola, che ieri si è trovato coinvolto nell’inchiesta poiché nell’ordinanza viene riportata una mail del 22 giugno 2010 che l’ex responsabile delle relazioni istituzionali dell’Ilva Archinà ha inviato a Fabio Riva e nella quale si sosteneva la regia di Vendola nelle pressioni per far fuori il direttore generale dell’Arpa Puglia, Giorgio Assennato, autore della relazione sulle emissioni inquinanti prodotte dall’Ilva.

Nichi Vendola, però, ha negato tutto e nella trasmissione Tgnorba 24 ha dichiarato: “‘Il direttore dell’Arpa Giorgio Assennato può raccontare se ha mai subito o pressioni o tirate d’orecchie da parte mia. Le mie pressioni sono andate sempre nella direzione di essere inflessibili in termini di ambientalizzazione”.

Valentina Molinero

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