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Il Rugby a Piana degli Albanesi (PA)

Rugby

Il nostro viaggio tra il rugby nostrano “made in Palermo” ci porta oggi in un paese abbastanza conosciuto tra gli abitanti della provincia e tra i siciliani in genere, Piana degli Albanesi. Il paese, conosciuto da alcuni per le sue specialità enogastronomiche legate alla ricotta, è il più importante insediamento arbëreshë di Sicilia e uno dei più importanti in tutta Italia. E’ sede dell’omonima eparchia e della cattedrale di rito bizantino di San Demetrio. La sua gente fiera delle proprie origini e delle proprie tradizioni, discende da quel popolo che lottò per l’indipendenza e mai si piegò al giogo straniero che ne voleva sradicare la cultura.

Il paese sviluppatosi nel meraviglioso contesto naturale che comprende anche il lago e diversi percorsi naturalistici, è sede di diverse attività sportive tra cui canottaggio, podismo, ciclismo, pallavolo e recentemente ha visto muovere i primi passi del pallone ovale. Dalla scorsa estate, infatti, un gruppo di tenaci “chianoti” si dà appuntamento presso il campo comunale per apprendere con molto sacrificio il gioco del rugby. Tra i promotori di questa iniziativa i cugini Petrotta, giocatori autoctoni, da diversi anni in giro per i campi da rugby.

Il più giovane Tommaso ci racconta che “l’iniziativa più che mia è stata degli amici che con grande entusiasmo mi hanno invogliato a farmi promotore della creazione di una squadra di rugby. Noi pianesi (anche se chianoti suona meglio) siamo fatti così, caparbi e volitivi fino alla meta. Devo anche ringraziare gli amici Roberto e Davide (rispettivamente dell’Iron Team R.F.C. e del Palermo R.C.) per il contributo e gli incoraggiamenti”.

Anche se l’Hora rugby (il nome in lingua arbëreshë ) non esiste ufficialmente, perché non ancora affiliata, i suoi componenti continuano ad allenarsi regolarmente al comunale di Piana insieme ad altri atleti provenienti da paesi limitrofi. “Contiamo di iscriverci al più presto e di riunire atleti da tutto il comprensorio. Speriamo negli anni di avviare quanto più giovani possibili al rugby”, questo è il proposito di Tommy “Kastriota” e dei suoi compagni.

Roberto Cammarata

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