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Il piccolo naufrago parte da Lampedusa a Palermo per ritrovare la sua mamma

 

Il piccolo  Samuel, un bimbo eritreo di soli  due anni, osserva Lampedusa dall’alto nel primo volo della sua vita. Ma quando dal finestrino si vedono le onde del Canale di Sicilia, posa i suoi  piccoli occhioni  sulla signora che lo accompagna a Palermo. Occhi pieni di paura. Non vuole più guardare il mare.  Sua madre, invece,  è stesa su un letto dell’ospedale Civico. Ha ustioni di terzo e quarto grado. “È grave”, dicono i medici.

Questa è la commuovente storia di madre e figlio partiti dall’Eritrea, ed  arrivati insieme a Lampedusa il 16 aprile. La donna, con la schiena e il volto bruciati dall’esplosione di una bombola di gas nel campo in cui erano in Libia, prima della partenza, è stata costretta a imbarcarsi su un gommone col figlio accanto.  La loro direzione è l’Europa.
All’arrivo, lei  è stata subito trasportata a Palermo, lui è rimasto da solo nel centro d’accoglienza di Lampedusa. I volontari hanno cercato in tutti i modi di aiutare il piccolo spaventato. Dunque con il volo Alitalia di ieri delle 15 e 10, il piccolo è andato finalmente verso la madre, che adesso incontrerà.
Daniela Spadaro
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