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Il governo contro i ‘vizi’ degli italiani: bere, fumare e giocare

Il ministro Renato Balduzzi

Dalla lattina d’aranciata del mattino all’aperitivo nel tardo pomeriggio, molto presto fare un salto al bar costerà di più. È la conseguenza pratica del Decreto Sanità presentato il 24 agosto alle regioni e che venerdì 31 dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Salute Renato Balduzzi.

Il testo da approvare, infatti, prevede che nei prossimi tre anni i produttori di bevande analcoliche contenenti zuccheri ed edulcoranti dovranno pagare una tassa di 7 euro e 16 centesimi ogni 100 litri immessi sul mercato. Si arriva a 50 euro per i produttori di superalcolici.

“Scoraggiare questo tipo di consumi – ha dichirato Balduzzi – significherebbe promuovere uno stile di vita più sano. Un risultato per nulla malvagio”.

Nel decreto si punta il dito anche contro i tabaccai indisciplinati, ovvero coloro che proveranno a fare i furbi vendendo le sigarette ai minorenni: multe salate, da un minimo di 250 ad un massimo di 1000 euro con il rischio, per i recidivi, di arrivare a 2000 euro con sospensione della licenza per tre mesi. Non è una brutta idea, ma poi viene in mente che è lo stesso Stato ad avere il monopolio fiscale sul commercio dei tabacchi. Se è ormai appurato e inconfutabile che “il fumo danneggia gravemente te e chi ti sta intorno”, come si legge da anni sui pacchetti di sigarette, lo Stato allora dovrebbe evitare di farne un business, rinunciare ai proventi e lanciare una battaglia anti-fumo concreta, ragionata e soprattutto meno ipocrita.

Un’altra fonte di guadagno non indifferente per le nostre Istituzioni deriva dai videopoker, un fenomeno ormai dilagante in tutta Italia, con il numero di esercizi dedicati che aumenta quotidianamente.

Il Ministero della Salute, con questo decreto, riconosce ufficialmente la ludopatia, ovvero la malattia del gioco e vuole imporre il divieto di aprire sale slot entro i 500 metri da scuole e luoghi di culto. Difficile pensare che un minorenne si spaventi nel fare qualche metro in più per andarsi a bruciare la paghetta alle macchinette. Meglio sarebbe prendere spunto dai rivenditori automatici di sigarette e introdurre l’obbligo del documento, tramite tessera sanitaria o carta d’identità elettronica.

L’ ultimo tema “scottante” riguarda le idoneità sportive. Siamo tutti abituati, iniziando i corsi di nuoto o in palestra, a presentare blandi certificati scritti in fretta e furia – e quasi sempre senza una visita vera e propria – dai nostri medici di famiglia. Da settembre le cose potrebbero cambiare, perché Balduzzi pretende “una certificazione più puntuale e precisa”.

La voce secondo cui un semplice dilettante del tapis roulant si sarebbe dovuto sbattere in cerca di un medico sportivo è infondata: “Non cambia nulla a livello di certificatore”. Parola di Ministro.

Valerio Valeri

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