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Il file sharing come religione

File sharing, foto internet

Il file-sharing, la pratica, ormai comune, di condividere materiale privato attraverso la rete diventa una religione. Il copismo (traslitterazione dello svedese KOPISM), è un credo, ufficialmente riconosciuto in Svezia da qualche giorno, grazie all’azione congiunta dei fedeli.

Alla base di questa “divertente” religione vi è la prassi del “download“, termine inglese per indicare lo scaricamento di un file, ad esempio un mp3 o un video. Tutti i fedeli devono credere nel potere del download. Per la chiesa Copista, “l’informazione è sacra e la copia un sacramento. L’informazione contiene un valore in sé per quanto contiene, e il valore si moltiplica attraverso la copia. Inoltre, copiare è un atto centrale per l’organizzazione e i suoi membri”.

Copia e Incolla, una sorta di coppia divina, raffigurate rispettivamente dai simboli della tastiera CTRL + C e CTRL + V.

Sembra una scherzo, eppure, questa ideologia basata su un ideale di libertà dell’informazione, è ufficialmente riconosciuta. Il termine Kopism è entrato a far parte del vocabolario svedese che lo definisce come “ideologia politica e religiosa basata sulla libertà di informazione”.

Rasmus Fleischer, fondatore del termine e della dottrina, si è espresso a proposito dell’inserimento nel vocabolario e ha voluto aggiungere che il copismo è una vera e propria attitudine, una religione con un solo imperativo: “Copia”.

Il copismo rischia, però, di inimicarsi le major, attente che gli utenti non violino oltremodo il copyright. Infatti, sul manifesto dei copisti si legge: “Appropriarsi del software, tenere nascosto agli altri il suo codice sorgente è un’attività comparabile alla schiavitù pertanto andrebbe bandita”

 

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