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Il denuncia-ttore di Francesca Vaccaro. Tra Happening e Realtà

Foto di Alessandro Quartararo

L’impossibile a teatro diventa possibile. Tra la folla, dove la gente suda di dignità, il denuncia-ttore esprime la sua verità su di un palcoscenico fatto di asfalto, respirando l’aria di tutti, mostrando agli altri una luce riflessa, che sta dentro allo specchio del nostro tempo.
L’attrice Francesca Vaccaro, insieme ai suoi teatranti, ha ancora una volta compiuto un gesto artistico tanto potente quanto reale. Con i volti mascherati e di bianco vestiti, in una domenica come tante, questi teatranti hanno rotto il silenzio per le strade di Palermo. Gli attori, partiti da piazza Sant’Anna hanno raggiunto il teatro Massimo, coinvolgendo i passanti nella loro performance.

Un teatro sperimentale che usa il corpo come primo mezzo per la rappresentazione. Un teatro di denuncia sociale dove gli urli implosi tendono a uscire dalle bocche degli attori. Un teatro che plasma la performance in diretta dando ad essa sfumature diverse ed emozionanti. La Vaccaro, con uno specchio tra le mani, marcia per le strade puntando proprio questo stesso specchio verso il pubblico, verso la società, cieca nei confronti della verità.

Durante la performance gli attori hanno compiuto molti gesti suggestivi. I loro movimenti, dinamici all’inizio, vengono spezzati da attimi di staticità e di plasticità degli arti; i corpi si fermano, poi ripartono a passo veloce, si dimenano, tremano per poi cadere sino al suolo, per terra. Una terra madre, fedele alle debolezze dell’uomo. Gli attori seguono un ritmo dei movimenti comune, per poi liberare senza freni il loro corpo. I volti dei teatranti sono saturi di espressione; vengono poi svelati dalle maschere per mostrarsi in toto agli occhi del pubblico. La mimica dei visi si contorce, diviene poi rassicurante per ritornare infine tortuosa di suggestione.

La gente ha partecipato alle provocazioni lanciate dagli attori, codificando a volte appieno il concetto del teatro di denuncia. Infatti, tale gesto ha varcato la soglia della performance arrivando all’happening, dove lo stretto coinvolgimento degli spettatori, con le loro reazioni, diventa parte vitale della sperimentazione teatrale. Una messa in scena in continuo divenire dove il tutto viene tramutato in qualcos’altro, dove l’eccitazione artistica si stacca dalle membra degli attori e assume una propria identità.

Scritte come “Il teatro è umanità”, “Il teatro riflette…”, “Il teatro è libertà” hanno accompagnato questa marcia militante rimarcando l’idea di arte come quel qualcosa che entra con prepotenza nella vita per poi cambiarne le sorti. La parola, inoltre, seppur la società zittisca le intenzioni, può ancora essere mezzo di dialogo e confronto reciproco. Gli attori hanno letto frammenti di testi come “Lo spazio vuoto” di Peter Brook o “Novecento” di Alessandro Baricco.

Partendo dal gesto, esplorando il corpo e la propria anima si urla la propria verità, a teatro o per strada, ma in ogni caso in questo grande palcoscenico della vita.

Alessandro Quartararo

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