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Il corpo della madre ritrovato, il padre ergastolano. Ecco la storia di Denise

Lea Garofalo. Foto Internet

Un padre criminale che finirà i suoi giorni in carcere. Una madre coraggiosa uccisa con un colpo di pistola e bruciata, prima di essere seppellita in un campo al Nord, dal suo stesso marito. Un fidanzato che credevi ti amasse e invece era la tua guardia. Avere ventuno anni e vivere sotto copertura non è facile. Avere ventuno anni, vivere sotto copertura e non avere più una famiglia è tremendo. Denise tra pochi giorni festeggerà il suo compleanno, chissà con chi e chissà dove, ma almeno sa che sua madre, Lea Garofalo, ex collaboratrice di giustizia contro la ‘Ndrangheta, può avere una degna sepoltura.

Il corpo della donna, scomparsa il 24 novembre 2009 a Milano, è stato ritrovato proprio in questi giorni in un campo nella Brianza, in Lombardia. È lì che Lea si trasferisce col marito Carlo Cosco e la piccolissima Denise: non avevano nemmeno vent’anni. Vivono a Quarto Oggiaro, quartiere malfamato di Milano, dove Carlo si inserisce nel malaffare della cosca calabrese occupandosi del narcotraffico. È una vita d’inferno, Lea resiste finché un giorno sbotta e decide di raccontare tutto alla Polizia. Le cambiano il nome, la portano a vivere in un luogo segreto, ma le indagini rimangono ferme ad un binario morto.

Carlo Cosco deve vendicarsi, un po’ per suo volere e un po’ perché costretto dai vertici dell’organizzazione: un collaboratore di giustizia in famiglia è una macchia troppo scura e grande da sopportare. La prima occasione si presenta quando Lea, stufa di una vita impossibile in cambio di zero risultati, rinuncia alla protezione e si riunisce con la figlia, ancora diciassettenne: il 5 maggio un sicario si reca nell’appartamento di Campobasso dove le due donne si nascondono, queste però reagiscono e l’omicidio della Garofalo salta.

Lea e Denise tornano in Calabria, ma stavolta la trappola gliela tende direttamente Cosco, con una telefonata in cui fa leva sui sentimenti e sul comune amore per l’unica figlia. Le due donne prendono il treno il 24 novembre 2009 e vanno a Milano, l’appuntamento è a Corso Sempione, altezza Arco della Pace. L’ex marito le aspetta lì, con una scusa manda Denise a cena da alcuni parenti e da quel momento la quasi diciottenne non vedrà mai più la madre. Carlo con i due fratelli la carica su un furgone, la sevizia per sapere tutte le informazioni rivelate agli inquirenti, infine le spara ammazzandola. Poi dà fuoco al cadavere e lo seppellisce nel nulla, lontano da occhi indiscreti.

Le indagini iniziano subito, intanto Denise torna in Calabria e si fidanza, sembra le cose vadano meglio nonostante l’angoscia del non sapere dove sia la madre, ma dura tutto molto poco. Quello che crede sia un ragazzo affettuoso e premuroso si rivela essere uno scagnozzo della ‘Ndrangheta, un tirapiedi del padre che gli ha dato il compito di tenerla a bada. Viene arrestato lui insieme a Cosco e ad altri delinquenti, inizia il processo e tutti quanti vengono condannati all’ergastolo. Fine pena mai.

La speranza è che finisca la pena dell’animo di Denise, senza genitori e senza amore, senza più il suo nome e la sua casa. Tra pochi giorni compirà ventuno anni. Difficile farle gli auguri.  

Valerio Valeri

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