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Il Caso Varchi infiamma il dibattito sulle pagine de Ilmoderatore.it

Carolina Varchi (foto Internet)

Continuano le polemiche che seguono all’esclusione di Carolina Varchi dal listino regionale del Pdl, la vice presidente nazionale di Giovane Italia, la cui presenza fra i nomi forti del centrodestra era data per certa sino a poco meno di un’ora dalla presentazione delle liste. Ad alimentare nuovamente il dibattito politico sul tema è stato in questa occasione il nostro articolo che ha raccontato dell’incontro svoltosi venerdì pomeriggio nella sede palermitana di Giovane Italia, dove numerosi esponenti e attivisti, fra cui la stessa Varchi, hanno espresso tutta la loro delusione per la decisione dei vertici del Pdl, rivendicando il loro impegno nel territorio, in contrasto con le pessime figure rimediate dal partito a livello nazionale, dai casi Fiorito e Minetti.

A mostrare il proprio sgomento sulle modalità della sua esclusione, ma soprattutto sulla regolarità della nomina di Francesco Scoma al suo posto, è – sulle pagine de Ilmoderatore.itDavide Giacalone, fondatorre del movimento LeAli alla Sicilia, la cui candidatura è saltata all’ultimo momento per mancanza del numero minimo di firme. “Esclusa a 45 minuti dalla presentazione delle liste? Ma allora è falsa l’autenticazione delle firme – osserva basito Giacalone –  O le hanno raccolte e autenticate in 30 minuti? Noi siamo stati dei dilettanti, lo abbiamo ammesso, ma i signori giudici hanno, ora, la prova che la documentazione di altri era … irregolare. Così, tanto per non esagerare. Abbiamo già fatto altre denunce pubbliche, a partire dalle spese di certi candidati. C’è qualcuno che ne tiene conto, o ci rivediamo fra qualche anno, per l’ennesima inchiesta a scoppio ritardato?”. Giacalone insiste dunque mettendo in dubbio la regolarità delle firme a sostegno di Scoma, il cui nome è saltato ufficialmente fuori solo a 45 minuti dal termine perentorio di presentazione delle liste.

A Giacalone ha replicato Raoul Russo, ex assessore nell’ultima Giunta Cammarata, presente all’incontro di venerdì nella sede di Giovane Italia, dove avevamo raccolto alcune sue dichiarazione in merito l’esclusione di Carolina Varchi. “No, nessuna irregolarità nella presentazione delle liste – ha chiarito Russo –  Semplicemente la comunicazione al ridosso della presentazione delle liste, dopo esser riuscito a incontrare il coordinatore Castiglione,di cui non avevo notizie da qualche giorno che la candidatura della Varchi, che credevamo oramai acquisita dopo tante richieste ufficiali del mondo giovanile, non era stata inserita a dispetto di ciò di cui eravamo a conoscenza politicamente. La nostra protesta – ha proseguito – deriva dal fatto che questa mancata candidatura non è stata motivata, nonostante le nostre richieste ufficiali di spiegazioni da più di otto giorni. Contestiamo – ha ribadito Russo – il metodo “carbonaro” di fare determinate scelte, senza passare da un confronto negli organi di partito”.

Un’attivista del movimento LeAli, replica però nuovamente, mettendo in dubbio la regolarità della candidatura di Scoma. “Io un controllino lo farei. Chi non ha nulla da temere non dovrebbe avere problemi a mostrare le carte presentate in tribunale”. A lui fa seguito un altro utente de Ilmoderatore.it, che mette anch’egli in dubbio il fatto che l’inserimento del nome di Scoma nel listino di Musumeci, sia stato fatto seguendo tutte le procedure corrette. “La questione è semplice. Basta verificare la data di autenticazione di tutte le firme e confrontarla con la data di accettazione della candidatura di Scoma e la data di acquisizione dei certificati elettorali. Potrebbe farlo chiunque, ammesso che lo si voglia fare”.

Ancora Giacalone, non si dice convinto. “Non entro nelle discussioni interne a un gruppo politico, Risulta, però, un po’ improbabile che 900 persone (i sottoscrittori) sapessero per certo quel che i militanti e il candidato non sapevano ancora. Tutto qui. Vogliamo dire che tali raccolte (plurale, perché la cosa non riguarda mica solo quel listino) avvengono seguendo criteri diversi da quelli previsti dalla norma? Diciamolo, senza ipocrisie. Ma allora si cambi la norma, anziché …aggirarla. Altrimenti va a finire che i dilettanti si sentono tenuti a un rispetto di cui i professionisti si fanno un baffo”.

Un alto utente de Ilmoderatore.it mette in parallelo le vicende del movimento LeAli, a quanto accaduto nella lista dei Forconi ad Agrigento, con l’esclusione della Varchi, esternando la sua delusione di come è stata gestita questa campagna elettorale e dichiarando che non andrà a votare.

Altri due lettori e un altro attivista del movimento LeAli insistono sulle sconcertanti modalità che hanno portato a escludere il nome di Carolina Varchi dal listino regionale, e la contestazione non solo verso i vertici del Pdl, ma  verso tutta la nomenclatura dei partiti nazionali, non accenna minimamente a placarsi.

Luca Mangogna

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Un Commento

  1. Oggi 07 11 2012 il FLI, mediante comunicato stampa di Briguglio, si è accorto delle irregolarità che Davide Giacalone di LeAli alla Sicilia aveva denunciato già a fine settembre. E’ ora che la magistratura faccia chiarezza sui fatti. Controllare non costa nulla.

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