Cronaca

Il 118 si dà al soccorso marittimo

L’idromoto (Foto di Simone Giuffrida)

Sotto il passaggio dei canadair, diretti verso i fumi della discarica di Bellolampo, lo Stabilimento Italo-Belga “Alle terrazze”, noto ai più come Charleston di Mondello, ieri mattina – sabato 4 agosto – è stata la sede per la presentazione ufficiale del nuovo servizio marittimo del 118 regionale. Sotto la supervisione di elementi di spicco del celebre servizio di soccorso a livello locale quali Mario Chisari, presidente della Seus (società consortile partecipata dalla Regione e dalle Aziende sanitarie), Dino Alagna, direttore sanitario del 118, Alessandro D’Acquisto, responsabile del 118 palermitano e della provincia e dell’assessore alla sanità Massimo Russo ha avuto il via la fase sperimentale di questo nuovo progetto di soccorso marittimo nato dalla collaborazione sempre più sinergica (e da oggi ancora di più) tra la Seus, 118, e le varie Capitanerie di porto locali (reperibili al numero 1530) per la prima volta sul territorio nazionale.

Così il presidente della Seus Mario Chisari: “Da oggi ci occuperemo anche del soccorso marittimo: questa simulazione operativa vuole dimostrare come in un arco di sette otto minuti al massimo si può effettuare il soccorso. Quattro idromoto copriranno le principali zone marittime delle quattro province siciliane settentrionali: a Palermo verrà coperta la zona che si estende da Capogallo fino ad oltre l’Addaura; a Messina sarà coperto interamente il golfo lungo la riviera ionico-tirrenica, a Catania l’idromoto locale si occuperà dell’intero litorale della Plaia mentre nel trapanese verrà attrezzata la costa che si spinge da Alcamo allo Zingaro, passando per Castellammare del Golfo”.

La fascia oraria in cui è possibile, malauguratamente, usufruire del soccorso parte alle 8.00 per concludersi alle 20: la simulazione odierna si presenta come un punto di partenza di un periodo di prova che si concluderà il 30 Settembre, a chiusura del periodo estivo. “La giornata di oggi è un punto fermo per il futuro: dalla sperimentazione si passi alla stabilità, magari nel giro di un anno. Questi quattro punti strategici potranno portare sicurezza locale durante le stagioni estive da qui a venire: le quattro idromoto (che in un futuro potranno essere di numero maggiore) collegate a quattro rispettive torrette limitrofe presenti lungo la costa devono costituire una sorta di “idroambulanza marina”, come ha affermato l’assessore Massimo Russo che ha aggiunto: “La sanità siciliana oggi è arricchita, seppure qualcuno accusi la nostra regione di sperperare il denaro”. Inoltre, Russo ha affermato che “invece di screditare il nostro operato molti governatori regionali dovrebbero pensare alle loro azioni. Che ci lascino in pace! Monti dia i dati certi sui conti pubblici della nostra regione”.

Per adempiere al migliore dei modi a questo nuovo tipo di soccorso sono stati formati 26 operatori, provvisti di regolare patente nautica, tramite un alto livello di specializzazione durante un corso intensivo tecnico-pratico della durata di una settimana tenuto da specialisti provenienti da Roma. La simulazione del soccorso dura meno di dieci minuti in cui due operatori con regolare divisa del 118 salvano un “collega” adibito a fingere un annegamento. Sebbene il rumore dei canadair sia stato di gran lunga maggiore dell’idromoto, peraltro accesa solo per pochi minuti, alcune bagnanti hanno concluso questa importante giornata urlando e lamentandosi di questa esibizione ammonendo: “Levate l’immondizia dalle strade invece di fare queste idiozie”. Si spera per loro che non debbano mai avere bisogno di un idromoto dal “fastidioso rumore”…

Simone Giuffrida

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