Enogastronomia

“I ristoranti sono pieni” anche a distanza di un anno

 

Interno di un ristorante (foto da internet)

C’era una volta un ex presidente del Consiglio italiano che dichiarava di vivere in un Paese favoloso in cui i consumi non diminuivano mai, dove si faticava a trovare posto sugli aerei e soprattutto dove i ristoranti erano sempre pieni. In questo Paese la parola “crisi” era solo un’invenzione dei giornali. Un bel giorno l’incanto finì nel momento in cui la Confcommercio pubblicò i dati sulle economie territoriali e il terziario di mercato per il 2011, affermando che nell’anno preso in considerazione quasi 9mila ristoranti del Belpaese avevano chiuso i battenti. Dato negativo che si inserisce nel più contesto della crisi del settore legato al tempo libero, con riferimento particolare all’ambito turistico. Analizzando il dato, l’intero comparto ha registrato la scomparsa di oltre 13mila imprese, confermando l’alta incidenza negativa del settore della ristorazione che influisce per il 67% sul totale.

A quasi un anno di distanza dalle famose dichiarazioni dell’ex premier qual è lo stato della ristorazione italiana? Ancora una volta  le cifre ci aiutano a definire bene i contorni della situazione. Secondo la rilevazione del centro studi Fipe-Confcommercio, nel primo semestre del 2012 hanno cessato l’attività in tutta Italia ben 14004 imprese del settore. Inoltre, sempre secondo lo studio, gli effetti della crisi dei consumi si riflette sull’andamento dei prezzi: nell’ultimo anno la ristorazione ha subito rincari dell’ordine del 2,2%.

Anche per quest’anno dunque “ristoranti pieni”.

 

Marco Cirincione

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2 commenti

  1. Buongiorno,
    sono, presto ero, un ristoratore. Orientato non al turismo ma al mondo del lavoro italiano. Quindi pochi soldi rispetto ai Buoni Pasto. Non sono moderato, anzi molto arrabbiato e disperato: -95% del fatturato (rapporto tra 3 anni orsono ed oggi).
    Del premier non riferisco. Mi meraviglio solo dell’entourage (femminile e maschile) di cui dispone. Evitando retorica arcinota universalmente (Ruby, Minetti, ecc.). Universalmente perchè per motivi di ricerca su eventuali opportunità di lavoro mesi fà ho viaggiato in tre diversi continenti (Medioriente, Africa, Est-Europa): in quanto italiano, raggiunta un po’ di confidenzialità con i miei interlocutori, scherzosamente, con risate più che maliziose venivo “chiamato”
    Berlusconiiiiiiiiiiiiii……………… Che figure di m….a!!!
    Che spinta per i potenziali investitori in Italia!
    Per quanto concerne il centro studi Fipe/Confcommercio, associazione che riesce a tutelare contemporaneamente, attraverso il medesimo head manager riesce a tutelare sia i
    Pubblici Esercizi che le Società emettitrici i Buoni Pasto.
    Le due parti opposte del medesimo contratto di convenzione. Tanto che in 15 anni il costo per ogni esercente che incassa BP
    ha avuto il raddoppio di quel costo (oggi, mediamente, di € 2.100/anno). Credo che quel centro studi oltrechè contare i morti
    farebbe bene a studiare le ragioni di tali aggravi ai propri assistiti e desse spiegazioni, “studiate”, su certe connivenze.

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